07 novembre 2006

Uomini, Tonni, e Primi Appuntamenti

DI Dr. NOVE


Pubblico un nuovo post da parte della mia cara amica e compagna di bisbocce Dr. Nove. Non e' tanto per pigrizia (anche se qui c'e' chi si fa 3 ore di pendolare al giorno, piu' otto ore in ufficio, piu' 2 ore di lezioni d'italiano, e poi magari volete anche che corregga gli accenti!), ma perche' DeadChef e' sempre estasiato dall'idea di poter dare spazio a terrificanti e bellissime storie di cucina, specialmente se raccontante con brio ed eleganza dalle nostre piu' raffinate lettrici. Quello che segue e' un racconto dell'orrore che ma anche una grande lezione di vita e d'amore.

Stancamente Vostra,
Lajules (Zia Tibia)


"Quest’anno è crollato uno dei pilastri della mia esistenza: io che di “insuperabile” ho sempre creduto ci fosse solo il tonno, mi son dovuta ricredere di fronte allo spietato dato di fatto: la cafonaggine e l’aridità di certi individui lo è di gran lunga di più!! Non c’è niente da fare, in alcuni casi bisogna gettare la spugna, accettare di essere calamite per questo genere d’uomini, per questi mammoli (piuttosto che brontoli, cuccioli, eoli…) da giardino con funzione meramente decorativa, questi Engels der Vernichtung che ti portano via dalla realtà per 15 minuti e poi ti mollano…. E tu ti schianti come Will Coyote dal Gran Canyon!

Il mio ultimo “love” è stato un musicista di Bologna. Bello, alto, disilluso e in cerca di redenzione. Ama i Beatles più di sua madre, possiede 4 chitarre da far invidia a chiunque abbia mai suonato questo strumento ed è un grande intenditore di letteratura anglo-americana, insomma: un irresistibile… un irresistibile idiota!


Allora visto che questo è un blog sulla cucina, il cibo e tutto ciò che intorno ci ruota vi racconterò che alla prima uscita questo baluardo del galateo mi ha portato da “Vito” tipica bettola emiliana sita giusto in fronte alla casa di Guccini. Appena messo piede dentro ho avuto la bella sensazione di esser stata catapultata indietro di almeno 50 anni, nulla è cambiato se non i camerieri sbarby con i piercing in ogni dove. Ero contenta, tutto odorava di storia, cultura e antica sapienza culinaria. Peccato che due minuti dopo esserci seduti lui era ad un altro tavolo a parlare con un’amica e che da quello stesso tavolo abbia anche ordinato…. E vabbè, ho pensato, la pietanza me la gusto tutta senza distrazioni, non capita tutti i giorni di mangiare mezza teglia di verace lasagna bolognese. Tornato al nostro giaciglio, divora la sua porzione più un panino, il tutto in forse trenta secondi, dopodichè corre a fumare una sigaretta. Io rimango nuovamente sola davanti ad una insalatina che se almeno fosse stata una fetta di tiramisù mi avrebbe dato un minimo di gaudio e mentre rumino rumino sconsolata, il sedicente uomo dei miei sogni rientra e mi fa alzare dalla sedia perché lui vuole bere un caffè rigorosamente decaffeinato e in tazza grande in un altro posto che sa lui. Santissima pazienza - penso - andiamo in questo posto dove l’arte del caffè si tramanda da 200 generazioni magari li mi prendo la rivincita sul dessert… invece no. Parcheggia di fronte ad un posto tipo il bar da Ico che forse non tutti conoscono ma insomma ce n’è uno smarzo uguale un po’ ovunque (di quelli che c’hanno la Luisona come il Bar Sport di Benni da 10 anni li intonsa nella vetrina) e per di più lui scende e io rimango in macchina tanto “faccio in un secondo” e almeno su questo non ho dubbi!


Devo dire che quest’esperienza non è stata la peggiore ma se è vero che dal modo di mangiare di una persona si possono capire molte cose io di questo qui avrei subito dovuto capire che era senza speranze, solo che la mia vena masochistico-altruistica e i suoi occhioni grandi alla Terence di Candy Candy mi han spinto a non demordere. Alla seconda uscita niente ristorante, niente pizzeria, niente bettola, neppure un fast-food… andiamo direttamente al supermercato, discount ovviamente. Io guardo e lui sceglie con cura un sugo pronto dall’indefinibile contenuto e una vaschetta di gelato gusto panna variegato amarena. Pranzo a casa sua. Niente tovaglia, niente piatti coordinati né bicchieri di cristallo, niente candela a centro tavola ma in compenso una romantica atmosfera da sfollati dopo un’alluvione. Pasta troppo al dente, sugo orrendo e gelato discreto ma troppo freddo che mi ha fatto il mal di pancia... ma dopo tutto questo ben di Dio uno cosa può aspettarsi? Che almeno ci sia una divina ricompensa che risollevi le mie sorti e invece… lui va a fare la penichella perché è abituato così.


Ok


Respiro profondamente.


A tutto ci si abitua, anche io avrò i miei lati oscuri… oscuri però non significa cafoni. Vabbè avrà avuto una pessima giornata, andrà meglio la prossima volta.
La prossima volta è arrivata dopo dieci giorni e anche in questo caso il mio Bon Bon ha dato il meglio di sé . Arrivo alla stazione e diluvia, lui ovviamente mi aspetta in macchina a mezzo chilometro di distanza e io mi lavo completamente per raggiungerlo. Nonostante ciò lui ha voglia della bistecca di un ristorante vicino a casa sua che all’interno è stuccato come il Louvre, i camerieri sono in guanti bianchi e tutti i clienti vestono in abito da sera… io mi sono sentita davvero male in jeans, felpina broke e scarpe da ginnastica inzaccherate di fango, in più lavata come appena uscita dalla doccia. Ma la nostra cena dura poco, io avevo una fame da lupi ma mi son dovuta fermare all’antipasto (scaglie di parmigiano su 3 pezzettini di polenta grigliati): dopo mezz’ora scarsa e 5 sigarette eravamo già a casa davanti alla tv, lui fantozzianamente in boxer e torso nudo. Ma stavolta ta- ta- ta- tan...ero corsa ai ripari e avevo portato dei dolcetti fatti con le mie mani, 6 fagottini di strudel belli e buoni che almeno per la colazione sarei stata a posto, mi sarei consolata per tutto quello squallore. Tutta la notte ho sognato i miei fagottini di strudel, ne sentivo anche il profumo, ma l’indomani al risveglio la mia illusione era perduta: non ce n’era neppure uno perché lui li aveva dati ai coinquilini e come se non bastasse per pranzo mi voleva rifilare avanzi di gommosissima e acetosissima insalata di polipo in barattolo e mezza mozzarella di presunta bufala aperta una settimana prima…. "ma poi c'è il budino" mi ha detto con un sorriso da incommensurabile pirla che avrei volentieri usato come tirassegno per una partita a freccette.

A quel punto, con stoica compostezza, mi son vestita, ho chiamato la mia amica Lalli che vive anche lei a Bologna, mi son presa l’autobus numero 27 e siamo andate a strafogarci di tigelle e crescentine, appagando il palato e la nostra cellulite, chiacchierando, ridendo di gusto, irrorando le ugole con un buon bicchiere di Sangiovese e per finir cantando "Libiamo, libiamo ne' lieti calici, Che la belleza infiora"


Potete ben immaginare come sia finita con questo gollum travestito da principe azzurro. Però devo dire che nel periodo in cui ho continuato a uscire con lui ho trovato degli ottimi amici e con loro tutt’ora mi faccio delle grandi mangiate e risate in un tripudio di bontà e di buonumore.

Di seguito allego la ricetta delle tigelle da mangiare con salumi e formaggi a volontà.
"

Ingredienti per 4 persone :

500 gr di farina
12 gr di lievito di birra
3 cucchiai di olio di oliva
2 dl d'acqua
1 dl di latte
sale

Preparazione:

1-Setacciate la farina, fate la fontana, nel mezzo mettete il lievito sciolto in poca acqua tiepida, unite l'olio, il sale, il latte e l'acqua rimasta. Lavorate l'impasto per qualche minuto, poi copritelo con un panno pulito e lasciatelo lievitare per circa 1 ora in un ambiente tiepido, poi lavoratelo ancora per poco e fate lievitare ancora per 30 min.

2-Quindi stendete la sfoglia dello spessore di 5 mm, ritagliate dei dischetti del diametro di 6 cm e fateli lievitare ancora per 30 min.

3-Riscaldate su entrambi i lati l'apposito utensile per le tigelle, adagiatevi un dischetto per volta e cuocetele per 2-3 min. su entrambi i lati

Da consumarsi preferibilmente calde.

12 commenti:

papapolpo ha detto...

ahhh le donne!!!
vogliono un uomo colto affascinante e maledetto ma che sia un raffinato chef buongustaio e magari anche ricco (che non guasta mai)!!!!
Non siamo mica degli ovetti kinder (3 cose in una... proprio come Dio)
Purtroppo dovete rinunciare ad almeno una di queste prerogative, perchè se lo trovate davvero o è già impegnato oppure è gay.

ps: per evitare commenti:
so cucinare abbastanza bene ma vado in giro in mutande per casa,
Non sono ricco,
Suono ma non musica impegnata e/o impegnativa.
la mia cultura sulla letteratura anglo-americana si ferma ai fumetti della Marvel

annucci ha detto...

Topo ma cosa c'entra la ricchezza scusa? Si può anche essere poveri ma con buone maniere e galanteria, oltre che con un minimo di buon gusto ovviamente!!
Dr Nove ma sei anche riuscita ad uscirci più di una volta?
Mi auguro che questo losco figuro avesse altre qualità perchè il tuo quadro è inquietante, già alla prima dove ti molla da sola al tavolo per andare a parlare con "un'amica" sarebbe dovuta scattare la viulenza!!

papapolpo ha detto...

x Annucci:
Non mi contraddire in pubblico donna altrimenti a casa prendi la solita razione di botte!!!
E ora torna alle faccende domestiche!!! Cribbio! :-)

Dr. Nove ha detto...

... le donne: sembra che pretendiamo chissà cosa ma solo dal punto di vista maschile...un po' di sensibilità non è chieder troppo e poi anche voi maschietti in quanto a critiche e pretese non siete male. L'"animalo" allo stato brado nel suo territorio va bene ma la maleducazione no.
Annucci, l'inquietante figuro ahimè ha rapito la mia ragione per la vena artistica e quell'aria un po' Strum und Drang che son la mia condanna ma tutto ciò per molto, molto poco per fortuna...

franisia ha detto...

Voglio sperare che questo tenebroso bellone sia stato una bomba tra le lenzuola......questo giustificherebbe i secondi e terzi appuntamenti, per lo meno li avrebbe giustificati per me in tempi di singletudine. Per esperienza personale le storie intriganti e misteriose non sono mai riuscite bene in pubblico, fuori dal talamo intendo. Pensa a come reagirebbero i tuoi amici se questo bellimbusto nel mezzo di una cena se ne andasse a telefonare ogni 5 minuti, flirtasse con le tue amiche, magari facendo commenti maleducati sul cibo o volendo andarsene a tutti i costi. Voglio dire, dal TUO punto di vista, ne vale la pena? Questo fessacchiotto immaturo, troverà pane per i suoi denti, una bella squinzia che pensa solo alla dieta e ai jeans, e a cui non frega un cacchio della sua musica. Lui soffrirà, si sentirà vivo e scriverà un mucchio di canzoni orrende credendosi Kurt Cobain. Che bel quadretto eh?

lajules ha detto...

La storia di Dr. Nove mi ha fatto accapponare la pelle: regalare di nascosto i fagottini di mele fatti in casa ai coinquilini? Questi sono comportamenti che a casa mia finiscono come minimo a coltellate.

annucci ha detto...

Si la storia dei fagottini è tremenda. La casa peggiore che potesse fare. Magari i coinquilini non li hanno neanche apprezzati!

Dr. Nove ha detto...

Mie care, l'incantevole buzzurro l'ho rivisto di recente con una stangona di 21 anni dal cervello del diametro di una lenticchia e tanto oca che nemmeno la migliore Sabina Guzzanti nelle imitazioni della Marini... per la vergogna dopo tre minuti, giuro non sto scherzando, si è dato alla fuga... sicuramente una così non è impegnativa e gli permette serenamente di evitare comportamenti e discorsi intelligenti. In oltre come fa notare Franisia, tutto ciò ingrassa la sua depressa e disperata vena artistica di poeta/ cantautore bello ma intrappolato nell'incapacità d'amare. io non son certo qui a rimpiangere ma solo a riderci sù... almeno questo. Confido nel fatto che un giorno possa anche io incontrare il mio principe, il mio "nessun altro al mondo".

Dr. Nove ha detto...

Comunque... i fagottini d'ora in poi me li tengo in borsa!!

Annina ha detto...

Cara Mr. Nove, difficilmente abbiamo disprezzato così tanto qualcuno che neppure conosciamo. Ha ragione la Jules, il delitto dei fagottini è di quelli che fanno montare il sangue alla testa: quando l'ho letto mi sono sentita quasi male. Ma cosa dirti che tu non abbia capito già? E’ chiaro che, al di là di interessi comuni e vari altri motivi di fascino, un substrato di gentilezza e rispetto delle persone è il requisito indispensabile per un rapporto sentimentale felice e che ci faccia sentire bene, così come lo è per qualsiasi rapporto umano. E’ così semplice che non si capisce perché dovremmo intestardirci di fronte al fascino buzzurro del bohémienne di turno. Ma tant’è, capita. Sono convinta però che se il love in questione è “Bello, alto, disilluso e in cerca di redenzione” in fondo al nostro cuore sappiamo benissimo che sotto c’è il trucco. Se qualcuno ad una certa età è ancora alla cerca di una redenzione che non ha saputo darsi da solo, credo che in linea di massima i casi siano due: o è irrecuperabile, o la redenzione è possibile ad un prezzo così alto che non vale la pena di investirci sopra. O forse c’è un terzo caso: la pretesa ricerca di redenzione è un bieco trucco per ottenere attenzione ed ingrassare il suo ego!
Credo comunque che al mondo esista molta gente carina e per di più in possesso di varie chitarre!
In bocca al lupo e grazie per la ricetta delle tigelle!

lajules ha detto...

Bene Annina, son d'accordo!

I "belli e maledetti" sono un malanno di gioventu', se tutto va bene. L'importante e', ad una certa eta', cancellare il sospiro e aggiungere un punto esclamativo: "bello e maledetto!"

Dr. Nove ha detto...

Concordo perfettamente e vi ringrazio per la solidarietà.... che vi posso dire di più se non che il sospiro ora è solo quello di sollievo!! Come diceva la mia nonna e adesso la mia mamma: a volte più che disperarsi per un presunto amore perduto bisogna gioire per un pericolo scampato!