06 marzo 2008

I PERICOLI DI UN GIRO IN VESPA

DI LAJULES

Grazie ad una lettera aperta sul Triclinio della Mamma in Corriera, scopro solo oggi* che Vespa e i suoi ospiti si sono scagliati contro il mondo dei blog, descritto come porta sulla depravazione e sulla criminalità. Una bionda psicologa dalla camicetta trasparente racconta per ben due volte come “i giovani” passino dallo scrivere pensierini sui loro blog a formare giri di prostituzione. Lo psicologo brizzolato e onnipresente in RAI di cui cerco di non imparare il nome, si lancia nella solita spiegazione arraffazzonata del problema della visiblità. Viene intervistato anche il padre di Raffaele Sollecito, e la discussione prosegue su toni sempre più allarmati: “Ma chi sono i nostri figli?”

Dove sono i genitori? I bambini dell'asilo dovrebbero
mettersi il casco prima di andare in Vespa.

(da: www.ilovemybaby.org)

Io non voglio difendere i blog come baluardo di libera espressione dell’individuo. In ogni racconto che facciamo di noi stessi, esistono bugie e compromessi. Lajules è molto più coraggiosa e famelica della immigrata neurotica che l’ha creata, ma posso difendermi dicendo che la maggior parte delle autobiografie, a cominciare da Rousseau, cadono nelle stesse trappole.

Non voglio nemmeno ignorare che mettere la propria faccia e il proprio nome su Internet non abbia rischi. Non mi dilungo su questi, pero’: chi vive in America avrà sicuramente visto la trasmissione To Catch a Predator, e chi vive in Italia avrà sicuramente guardato Porta a Porta o altre trasmissioni di cronaca nera.

Quello che sfugge a chi demonizza i blog è che i blog non sono la causa del crimine, ma solo un possibile strumento. I bambini che oggi crescono tra quattro mura, controllatissimi dai propri genitori, fino a qualche tempo fa erano liberi di scorrazzare per la città e la campagna in perfetta solitudine. I pericoli erano gli stessi, e gli abusi sessuali e la prostituzione esistevano allora come esistono adesso, solo che se ne parlava meno. L’unico pericolo veramente nuovo sembra essere quello di essere investito da un SUV.

I genitori di una volta insegnavano ai propri figli ad essere onesti e responsabili, rispettare le regole di casa, e non parlare agli sconosciuti. I genitori di oggi insegnano le stesse cose, e le adattano agli inevitabili avanzamenti tecnologici. Insegneranno quindi a non dare troppe informazioni personali e di fare molta attenzione ad incontrare di persona personaggi incontrati su Internet. Riguardo poi alla prostituzione, chiamata a ragione “l’arte più antica del mondo”, quella chiama in causa il rispetto di sè, che è un’altra questione.

“Chi sono i nostri figli?” è l’unica domanda legittima avanzata da Vespa, ma è una domanda antica. Se la chiesero i miei nonni quando mia madre indossava le sue minigonne ed andava in piazza a protestare. Se lo saranno chiesto i miei genitori quando io e mia sorella, adolescenti, ascoltavamo heavy metal e prog, uscivamo con amici tatuatissimi, e ci vestivamo come dei boscaioli canadesi (ahhh… il grunge!). “Chi sono i nostri figli?” è una domanda importante, ma lasciatelo dire da figlia che ha avuto tantissima libertà e eppure non si è mai trasformata in una prostituta tossicodipendente: per chi la vuole ascoltare, una risposta a questa domanda c’è.

In conclusione, voglio tornare a Vespa. Se guardate il video postato dalla Mamma in Corriera, sentirete Vespa ammettere più volte di essere vecchio di “secoli”. Un’ammissione curiosa e rivelatrice che dovrebbe farci riflettere… Ma vi lascio qui, che so che queste riflessioni le sapete fare benissimo da soli.


*Scusate il ritardo sulla questione, ma sto evitando di leggere i giornali italiani per risparmiarmi la solita gastrite psicosomatica.

6 commenti:

giuliana ha detto...

lajules, hai centrato in pieno. sei impagabile :)

damiana ha detto...

Lajules, devi essere felice che Vespa abbia cosi' analizzato il mondo del blog; pensa invece cosa proveresti se il vecchio Bruno, leggesse il tuo blog ed affermasse: "Brava Lajules! la penso proprio come te!".
ahhhhh!

Marco Inz ha detto...

Commento fino e centrato! Continuiamo a farci del male! Ora capisco perché il giorno della manifestazione, a Washington, fingesti di essere malata. Sei stata ben educata sulla prudenza, e sul diffidare delle conoscenze in rete!!! (scherzo...).

Per il resto, sto trascurando il sito di lettura, il blog e molte altre cose piú o meno importanti. Epoca di transizioni e grossi cambiamenti! Keep in touch. Saluti.

Marco Inz ha detto...

A proposito...ora che ci penso. Quasi sicuramente saró in DC i primissimi giorni di Maggio, al congresso dell'American Geriatrics Society.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti, sono un amico di marco inz e ogni tanto leggo questo blog. Mi dispiace constatare come la Psichiatria sia degradata a corroborare moralismi e tele-prediche, catastrofismi millenaristici. Lo psichiatra super-specialista in "ospitate" (il termine è volgarissimo e dunque affascinante) ha ormai rimpiazzato il parroco catodico nel cuore di tutti noi. Tuttavia, bisogna pur dirlo, starei attento a liquidare rapidamente il dibattito sull'impatto del web sulle nuove generazioni. E' un fatto che la diffusione del web stia trasformando la cultura e gli stili di vita in modo rivoluzionario, generando fenomeni inquietanti, che segnalano trasformazioni profonde. Certo Bruno V. può accorgersene solo a modo suo, come fanno certi anziani rispetto alle cose nuove: in ritardo, con invidia e molta, molta diffidenza.

Firmato: Inquilinus

lajules ha detto...

Giuliana: Grazie, e sappi che ti leggo sempre con estremo piacere, anche quando parli di Vespa.

Damiana: Verissimo. Il giorno che sono d'accordo con Vespa, ti prego, sparami.

Marco Inz: Trascuraci pure ma torna ogni tanto. In ogni caso, ci si vede a Maggio. Fammi sapere dove vuoi andare a mangiare che qui ci organizza. Sarebbe anche stagione di granchy del Maryland...

Inquilinus: Benvenuto e grazie del bel commento, L'analisi della reazione di Vespa e' perfetta. Lo psichiatra delle "ospitate" e il parroco catodico andrebbero buttati all'ortiche se vogliamo che l'Italia si riprenda.