18 agosto 2006

Organ Meat Society: ci vuole un bel fegato

BY LAJULES

Qualche settimana fa ho letto un interessantissimo articolo sull’inserto letterario della rivista Gourmet, la piu’ bella rivista gastronomica d’America. L’articolo raccontava la storia della Organ Meat Society, un piccolo gruppo di persone appassionate di frattaglie e interiora che ogni mese si incontra in ristoranti esotici che possano soddisfare il loro macabro bisogno di carne fibrosa o molliccia. L’articolo era firmato da critico gastronomico Robert Sietsiema e raccontava di come il gruppo fosse sempre alla ricerca di ristoranti all’avanguardia e di bettole etniche dove mangiare cervella, rognoni, lingue, reni, cuori e perche’ no, peni.

In Italia siamo abituati a mangiare carni che in America sono considerate disgustose: il beneamato fegato alla veneziana, di cui mi ingozzavo da bambina, qui e’ visto come il pranzo segreto del sacerdote satanista. Il sanguinaccio, ancora forse rintracciabile in qualche macelleria in tutta la sua splendente gelatinosa bellezza, e’ qui un racconto dell’orrore di riti contadini dionisiaci e proibiti. Qualcuno ha sentito parlare della lingua salmistrata, ma non e' sicuro se fosse un incubo o realta'.

C’e’ comunque una predisposizione all’orrido anche nel mangiare e, mentre leggevo le imprese della Organ Meat Society, sognavo solo di prenderne parte. Come europea, posso dire di amare rognoni, trippe e fegati di tutte le origini. Ho assaggiato il cuore e le cervella fritte: non li amati, ma ho provato senz’altro una soddisfazione profonda che ha poco a che vedere col gusto, e molto a che vedere con una prova di valore. Mangiare organi che tutti disdegnano fa sentire potenti e connessi col cuore nero e malvagio della vita, e diventa un fantastico argomento di conversazione alle feste piu’ noiose o ai primi appuntamenti Volete vedere di che pasta e’ fatto il vostro bello? Se sviene alla parola trippa, capirete che non sara’ mai con voi in sala parto. Da buttare.

7 commenti:

cat ha detto...

alla faccia! ma chi sei annibala la cannibala:-), mi è piaciuto però il tuo raconto horrordepaura, e in generale la vostra concezione di food blog. Non mi tornano i conti però: sono vegetariano, non ho mai assaggiato niente che non fosse "muscolare", eppure in sala parto, mrs.bee(leggi mia moglie) l'ho accompagnata due volte! saluti golosi (stavolta un po' disgustosi)cat

damiana ha detto...

beh, quella della prova del fidanzato é vera!tiz, che perde letteralmente le bave per cuore, cervella e scambierebbe volentieri i suoi figli per un piatto di nervetti, in sala parto per poco non cacciava il ginecolgo e iniziava a cucirmi!ma questo non é niente...dietro consiglio di un "amico"(?) voleva farsi consegnare i sette etti di placenta, che avevo appena espulso con tanta passione, per......mangiarsela! dicono che bollita col kren sia la morte sua!

Annina ha detto...

Anch’io da piccola mangiavo con gusto il fegato alla veneziana, ma ho smesso quando ho capito di cosa si trattasse. Questo sembra avvalorare la teoria della jules, perché in effetti in sala parto non ci entrerei volentieri, specialmente da protagonista. Ora l’unica frattaglia che mangio con gusto è la lingua (salmistrata e no), perché essendo un muscolo è fibrosa ma non troppo molliccia.
Del resto, le teorie sulla corrispondenza tra alimentazione e vita spesso funzionano, ma sono destinate ad essere smentite da un numero elevato di eccezioni. Perché la mente umana è complicata. Mio padre ama raccontare di un suo collega che sgozzava tranquillamente maiali per farne salamelle, ma sveniva alla vista di una goccia di sangue umano.

lajules ha detto...

Le corrispondenze cibo/vita sono divertenti da prendere in considerazione, ma di certo non oserei mai credere di poter leggere nelle interiora di pollo il futuro dell'umanita' come gli aruspici (aruspici: unica nozione che ricordo dalle medie). Cat mantiene una dieta socialmente responsabile e fa felice Mrs. Bee: bravo e benvenuto! Promettiamo post vegetariani, se non anche vegani, per non alienare un "uomo-che-puo'". Il concetto di uomo-che-puo' verra' spiegato prossimamente su questo blog.

Damiana come al solito porta tutto alle estreme conseguenze, e le ricordo che Tom Cruise sembrava voler accaparrarsi la placenta di Katie Holmes dopo averla fatta partorire in silenzio secondo rito Scientology (qui in America non si parlava d'altro). Insomma, certi amici del tuo bello li lascerei perdere.

Annina ha detto...

Deviando il discorso da rognoni ed affini: un uomo che non sa stare in sala parto secondo voi è da buttare? Lo chiedo perchè, paradossalmente, mi immedesimo: se fossi un uomo non ci metterei mai piede.

cat ha detto...

annina secondo me ai nostri padri (ops, non volevo offendere delle signore! io ho 40 anni non so voi, ma dalle foto mi sembrate moolto più giovani)non è venuto nemmeno lontanamente in mente di avvicinarsi alla sala parto, eppure non sono poi così malaccio noo?! Eppoi pensa che palla i compagni assillanti che vogliono assolutamente guidarti nel respiro quando sei li che ti pieghi dal dolore! mrs bee è stata categorica: un solo consiglio e vai fuori! ho ubbidito alla grande! saluti cat

annucci ha detto...

Mi spiace ma non riuscirò mai ad infilarmi un pezzo di carne molliccia in bocca (i doppi sensi si sprecano) quindi non potrò mai mangiare cervella ed affini.
Vorrei invitare un nutrito gruppo di americani a cena a casa del mio fidanzato quando cucinano il coniglio.
Alla fine del pasto aprono il cranio del malcapitato roditore e ne succhiano il cervello golosi. Uno spettacolo indimenticabile!