30 aprile 2008

CAVOLO CAPPUCCIO!

DI LAJULES

Sono tornata dalla mia lunga vacanza italiana la settimana scorsa e, per festeggiare, mi sono subito beccata un bel raffreddore. Complice, a mio parere, è anche la quantità di pollini nell’aria della verdissima Washington, ma non ne sono ancora sicura. Perdonate quindi questo post poco ispirato e un po’ di fretta, ma non posso sinceramente fare di più.

In Aprile, a casa Dead Chef ci sono stati grandissimi cambiamenti. Annucci si è sposata con il suo Papapolpo in una cerimonia che spero dettaglierà ella stessa tra queste pagine. Franisia, poi, ha sfornato un bellissimo maschietto dai solidi appetiti che probabilmente la allontanerà dalla tastiera del computer una volta per tutte. Speriamo di no.

Grandi novità culinarie non ce ne sono. Alla fine ogni rientro in Italia corrisponde ad una dieta strettissima che elimina anche l’alcol. Potete immaginare infatti che tipo di bevande ci fossero sulle mie tavole venete durante la mia vacanza, per non parlare dello Spritz, che sta perdendo il suo amabile ruolo di consolatore delle lamentele veneziane per diventare un cocktail alla moda in tutta Italia con tanto di bariste/modelle a ballare sul bancone.

Tornata a Washington, quindi, mi sono messa a dieta, e mi sono ritrovata a comprare un bal cavolo cappuccio, Devo ammettere di non aver mai acquistato un cavolo cappuccio di mia volontà, e questo grazie a mio padre, che tanti anni fa preparava giornaliere insalatone a base di cavolo cappuccio crudo, olio e sale (e basta). Io all’epoca mangiavo senza troppe lamentele, ma appena ho potuto scegliere la mia spesa, ho eliminato il cavolo dal mio frigo per sempre. Ebbene, l’altra sera ho cotto un intero cavolo con olio, aglio, acciughe, e prezzemolo e me ne sono innamorata. Ne ho anche mangiato diverse foglie a crudo prima di cena, e mi sono piaciute pure quelle.

E’ bello cambiare idea, specialmente col cibo. Sembra quasi di trovare un nuovo amico. A voi è mai capitato?

10 commenti:

bezdomnyj ha detto...

Sì, mi è capitato spesso di cambiare idea; ... che la cambiassi tu ... un po' meno.

Mi piace la tua conversione al cavolo-cappuccio.
Per apprezzarlo meglio ho tolto l'olio ed il sale !

laBoba ha detto...

Che cavolo di storia... o che storia del...cavolo!!!
A me è capitato con la pasta e lenticchie; quante lagne per mangiarla da piccola, avrei preferito di gran lunga ravioli o gnocchi. Per non parlare delle biete e dei broccoli...
Adesso mi faccio la pasta e lenticchie (e biete e broccoli) - meno buona di quella di mamma - e mi sembra un sogno...
Che non sia una questione di gusto ma di ricordi o meglio...di nostalgia ?

Annina ha detto...
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Annina ha detto...

Credo che tutti noi ci siamo ricreduti sulla nostra avversione infantile circa zuppe ed affini. A parte mio marito, che è stato bruco in una vita precedente e di quel regime alimentare ha conservato gusti e capacità digestive, manifestandoli sin dalla più tenera età. E' sempre affascinante, per me, vederlo far sparire una pentola di verza stufata o un torsolo di cavolo a tempi record.

cat ha detto...

cappuccio crudo tagliato con la mandolina finefinefine, condito qualche ora prima con olio, sale, aceto e semi di cumino - per i vegetariano osservanti anche con tocchettini di speck soffritto - poi vediamo se fai ancora storie!
cavolfiore e gorgonzola: mai voluti assaggiare prima dei 14 anni - ora ne sono dipendente, sì sì anche il torsolo, è la parte più gustosa, saluti golosi cat

Annina ha detto...

Ciao Cat,
ma intendi il torsolo crudo? Perchè io intendo quello.

lajules ha detto...

Cat: la tua ricetta verra' provata sicuramente, quindi grazie.

Annina: io non sono nata bruco come il tuo consorte, ma posso dire che, a differenza di tanta gente, l'odore di cavolo bollito non mi ha mai creato problemi. L'odore della rapa bollita, invece, mi rivolta lo stomaco.

Annina ha detto...

Cara laJules,
la ricetta di cat mi sembra quella del cavolo cappuccio come lo servono in Alto Adige, quindi non può non piacerti.
Potrei raccontarti molte prodezze del mio consorte, avido consumatore di frutta acerba annaffiata da abbondante acqua gelata (se lo faccio io vado all'ospedale).
Concordo con te sulle rape, di cui ignoro l'odore perchè semplicemente non sono mai entrate nella mia cucina. Mi aspetto però l'intervento contrario di decine di appassionati di questo ortaggio!

lajules ha detto...

"Frutta acerba annaffiata da abbondante acqua gelata"???

Annina ha detto...

Sì laJules,
significa mangiare (ad esempio) una dozzina di prugne ancora verdi e berci su acqua fredda. Per me mangiare a digiuno una mela e bere successivamente un bicchiere d'acqua significa crampi di stomaco garantiti, perciò considero con un certo stupore questa dieta...