22 settembre 2006

40.000 Piccioni con una fava

DI LAJULES


Fuori dall’Italia non è possible dichiararsi veneziani senza sentirsi rivolgere la domanda, “Ma Venezia quando affonda?” Io adesso ho imparato a rassicurare gli stranieri con stile: descrivo il Mose in inglese, e tralascio tutte le polemiche correlate. I miei amici stranieri mi lasciano in pace, anche se un po’ confusi. Sono italiana, alla fine, e nessuno si fida di me.

Sembra pero’ che oggi il problema della Serenissima sia un altro: gli stramaledetti colombi che scagazzano (o schittano) sui monumenti e sui passanti. CNN.com dà l’allarme: ci sarebbero almeno 40,000 piccioni in giro per Venezia, e la maggior parte sono in piazza San Marco.

I colombi di Venezia sono odiati dai locali. Emanano un odore nauseabondo, perdono piumacce untuose da tutte le parti, ed hanno un'arroganza da padroncini che li rende odiosi a chiunque trascorra a Venezia più dei 3 giorni spesi dal turista medio (americano). Riguardo all’arroganza, l’esempio più eclatante è il colombo che si prende tutto il tempo che vuole per attraversare la calle a piedi. Anche nel traffico mestrino ho potuto osservare lo stesso fenomeno.

Il mio amico Ujo, artista ed etologo, mi spiegava che l’arroganza comandina dei colombi veneziani viene dalla sicurezza garantita da una struttura gerarchica perfettamente organizzata che ha tutti i crismi dell’associazione mafiosa. In cima alla piramide colombara c’e’ il fantomatico Tachin, alto un metro, muscolosissimo e imbattibile a mantenersi nell’ombra. Avvistato solo in controluce per qualche attimo fugace, il Tachin amministra zone di potere e seleziona le giacche nuove che saranno colpite da uno schitto. Il Tachin è leggendario ed eterno, e il suo regno domina Venezia con il suo puzzo acre e velenoso. In tempi più recenti, il Tachin e i suoi seguaci sono anche riusciti a mettere a tacere la stampa locale, e ora solo chi sa l’inglese può connettersi al sito della CNN per sapere cle cifre del danno.

I veneziani, da sempre, borbottano ma non reagiscono. Alcuni hanno coi colombi ovvi rapporti di connivenza, altri ormai hanno la mentalità colombara che non riesce ad immaginare un cambiamento. Ma come al solito ci sono sacche di resistenza. Spesso la lotta avviene seguendo i consigli di antichi adagi e quindi oggi vi propongo una ricetta per coordinare una azione di disturbo significativa.


Risotto con Fave e Cumino

Fate un soffritto di cipolla e a aggiungete del peperoncino e un cucchiaio di cumino. Aggiungete le fave belle morbide (io in America ho usato i fagioli lima) e fate andare per qualche minuto. Aggiungete il riso e procedete da qui come qualsiasi risotto. A questo punto mettetene da parte una porzione da accompagnare o da agnello o da verdure grigliate. Il resto avvelenatelo e servitelo ai colombi.

12 commenti:

Pluto ha detto...

IMHO il problema e' ke i piccioni sono anke un business ! per ki vende mangime in piazza s.marco per ki vende rullini per tutti kuelli ke li fotografano e per ki deve pulire i monumenti o cercare di fare azioni di disinfestazione! :-(

lajules ha detto...

Caro Pluto, grazie per aver spiegato nei dettagli gli esempi di connivenza che avevo accennato nel post. Anch'io alla tenera eta' di 4 anni convinsi i miei genitori a comprarmi un sacchetto di semi di mais, e ci sono foto che mi ritraggono in piumone rosa ricoperto di piccioni mentre io sorrido ignara. Adesso sono maggiorenne (e passa) e consapevole e quel ricordo mi fa accapponare la pelle di vergogna.

Annina ha detto...

Cara laJules,
con la tua polemica sui piccioni sfondi una porta aperta. Credo che pochi animali concentrino su di se' tanta antipatia. Conosco animalisti per i quali i piccioni rappresentano il tallone di Achille, e sono più indifendibili degli scarafaggi.

annucci ha detto...

A me i piccioni stanno simpaticissimi e quando ne vedo uno che sta male o che è in difficoltà mi viene quasi da piangere!

Annina ha detto...

Che tenera sei, Annucci. I tuoi sentimenti ti fanno onore. Ma forse dipendono dal fatto che non vivi a Venezia, dove ormai i piccioni zampettano indisturbati sul tuo tavolino all'aperto e piluccano le tue patatine dell'aperitivo. Quanto ai piccioni sofferenti, sono anni che da queste parti non se ne vede uno.

lajules ha detto...

Annucci, e dire che a Milano i piccioni non mancano. Trovo i tuoi sentimenti di simpatia inspiegabili, ricordando specialmente i tuoi sentimenti per il pappagallino Roby che ti svolazzava sulla testa ad Asterdam.

Alle difficolta' create dai piccioni a noi ex-studentesse universitarie, aggiungo l'impossibilita' di sedersi su una panchina a godersi il sole e una sigaretta. perche' questa era bella imbrattata dagli schitti verdognoli e grigiastri di questi orrendi pennuti.

Annina ha detto...

Vi do un altro motivo per non simpatizzare coi piccioni: tendono agguati ai pendolari Trenitalia della stazione di Mestre, come se questi ultimi non fossero già abbastanza vessati dalle ferrovie stesse. Perciò ascoltatemi bene, diffidate dei tratti di banchina imbrattata dai piccioni: se levate gli occhi in alto li scoprirete appollaiati sotto le tettoie, pronti a colpire per farvi iniziare al meglio la giornata in ufficio. Un pregio dei piccioni, bisogna riconoscerglielo, è però che non rilasciano deiezioni in volo, quindi sono relativamente prevedibili.

franisia ha detto...

A me fanno un po' pena i piccioni malandati, pero' mi rendo conto che siano una piaga, soprattutto a Milano città dove si vive ricoperti di guano. Qualcuno dovrebbe farlo notare a Camila, la nota vigei di MTV che adesso scrive per il corriere della sera(?). Ma chi è il nuovo direttore, Braccobaldo?

annucci ha detto...

Siete degli insensibili.
io non riesco ad odiare animal di qualsiasi genere in quanto tali. Non è per fare l'animalista fricchettona ma è così.
Piuttosto odio una quantità elevata di esseri umani!

Annina ha detto...

Su, su, non fare così Annucci. Non siamo dei mostri: ad esempio, io faccio uscire gli insetti da casa mia indicandogli gentilmente la porta. E' che i piccioni sono così invadenti che ci piace detestarli un po'. Giuro che non seguirò la ricetta della Jules, se ti può consolare!
A proposito: quando ero piccola pensavo che con l'espressione "due piccioni con una fava" si intendesse non l'ortaggio ma il dolcetto veneziano che si serve il giorno dei morti. Tanto che pensavo: mica scemi, 'sti piccioni...

annucci ha detto...

ma dai io pensavo si riferisse all'organo sessuale maschile!

Annina ha detto...

Bello Annucci! No, all'epoca non conoscevo questa accezione, poco usata dalle nostre parti. Anche l'espressione "non capisci una f." non è utilizzata granchè.