10 gennaio 2007

LA PICCOLA PASTICCERIA DEGLI ORRORI

BY ANNUCCI


Cari Fioi,
riprendendo l’argomento degli infelici esperimenti di pasticceria fatti a casa propria, vorrei condividere con voi le mie peggiori prove culinarie degli ultimi anni.
Diciamo che mi sono sempre dilettata a preparare dolci e torte, fino a spingermi a fare in casa il panettone, e devo dire che la maggior parte delle volte mi sono sempre riusciti piuttosto bene.
Forse papapolpo si ricorderà della torta di pan di spagna ripiena di crema pasticcera e ricoperta di panna e fragole che ho preparato per il mio compleanno, o della pastiera napoletana che a volte faccio per Natale, ma ci sono state un paio di volte in cui i miei esperimenti si sono spinti troppo oltre le mie capacità.
Ne è esempio questa bellissima torta che preparai alcuni anni fa in preda a una folle mania di grandezza. Va detto che mi sono cimentata a fare a mano tutto, compresa la pasta di mandorle per fare l’orsetto.
Fin dall’inizio della preparazione mi sono accorta delle svariate difficoltà.
La base consiste in una torta tonda tagliata in 3 pezzi e montata a forma di poltrona, ma ovviamente la pasta era troppo friabile e la poltrona perdeva pezzi da tutti i lati.
La base va quindi ricoperta di panna, la quale dopo 10 minuti si era già liquefatta in parte e quindi gocciolava dalla poltrona.
Le decorazioni da fare con la panna colorata ovviamente erano impensabili quindi ho ben pensato di guarnire lA poltrona con vermiglie ciliegine candite.
Ma veniamo alla parte migliore: l’orsetto.
La preparazione della pasta di mandorle è stata un disastro. Le mandorle tritate troppo grossolanamente, lo zucchero poco sciolto e quindi più che del marzapane sembrava più una poltiglia molliccia e capirete che modellare un simpatico orsetto è stata un’impresa ardua.
Ecco quindi che più che un simpatico orsetto seduto su una poltrona di panna la mia torta sembrava più un temibile grizzly seduto sulla sedia elettrica.



L'imbarazzante confronto


Un altro mio disastroso esperimento è stato il BUDINO DI TAPIOCA, del quale purtroppo non ho documentazione fotografica.
La tapioca per preparare il budino è una specie di amido, venduto sottoforma di pallini bianchi che con il calore della cottura dovrebbero sciogliersi e formare appunto un budino.
Io ho avuto la brillante idea di arricchire il budino di pinoli, quindi, dopo aver mischiato i pallini di tapioca, lo zucchero, i pinoli e qualche altro indefinito ingrediente che non ricordo ho infornato il tutto.
Quando ho tolto il budino dal forno i pallini di tapioca non si sono sciolti del tutto e sono rimasti alcuni grumi di pallini trasparenti in superficie che galleggiavano insieme ai pinoli.
Già l’immagine era abbastanza disgustosa così, ma quando ho provato a rovesciare il budino su un piatto è sbrodolata fuori una poltiglia gialla che sembrava pus, con palline trasparenti che sembravano uova di un qualche disgustoso insetto e i pinolo bianchicci che sembravano larve.
Indovinate un pò?? Nessuno ha voluto assaggiarlo ed è finito in pattumiera.

Ma qualcuno sa spiegarmi come cavolo si cucina la tapioca??

17 commenti:

Annina ha detto...

Cara Franisia, non so niente di tapioca a pallini, per quel che mi riguarda la conoscevo solo sotto forma di tubero. Wikipedia giura: “La tapioca è una fecola derivata dal tubero della manioca o cassava, una pianta originaria dell'America del Sud. La tapioca si può usare come la farina dei cereali. Si presenta sotto forma di piccole sferette dal colore bianco. Una volta cotte, le sfere diventano trasparenti, assumendo una consistenza gelatinosa”. Tutto scontato, insomma.
Quanto all’orsetto, ho dei sospetti sulla foto originale, specialmente sulla panna: è insolitamente solida e compatta. Io comunque ho la teoria che in alcune ricette non ti dicano tutto quello che devi sapere. Nelle pubblicazioni scientifiche succede qualcosa di simile: segui la procedura descritta passo passo, ci lavori un mese senza che la reazione ti riesca, alla fine decidi di telefonare all’autore e quello ti risponde: ma non ti può riuscire, nell’articolo non ho scritto che il reagente X non va aggiunto di colpo, ma goccia a goccia! Cose così.

annucci ha detto...

grazie annina cmq il post è opera mia, e cioè annucci!

:-p

annucci ha detto...

Non ho esperienze di esercitazioni scientifiche, a parte quando ho provato a craere un essere umano in laboratorio, e comunque credo che per alcune cose sia di fondamentale importanza una certa manualità.

Annina ha detto...

OOOPS è vero ho scritto Franisia! Ma intendevo te, ovvio, c'è pure la foto! Si è trattato di un lapsus linguae, di quelli che faceva mia nonna quando chiamava: "Lucia... Francesca...Sara...Anna" passando in rassegna tutte le donne della famiglia prima di trovare quella giusta.
La manualità è importante, ma anche quelli che ti spacciano orsetti fatti da mastri pasticceri come facili ricette casalinghe andrebbero puniti. Io ti ammiro comunque per il coraggio. Sulla tapioca non resisto oltre, devo assolutamente sperimentarla al più presto, a costo di buttare tutto nel WC. Curiosità scientifica.

lajules ha detto...

Annucci! Il tuo post e' un sogno che si avvera! Praticamente ho iniziato DeadChef solo per pubblicare la foto del tuo orso con gli occhi sbarrati...

Il mio esperimento e' stato quello delle polpette di pesce. Chi mi ha tradita e' stato un ristoratore veneto che assicurava: "Sono semplicissime: basta tritare il pesce cotto, incorporarvi degli albumi montati a neve, e infornare!"
Col cacchio! Ho provato la ricetta per deliziare il mio consorte, ma sono venute fuori delle pallette umidiccie ma stoppose, insaporti ma puzzolenti. D'altra parte, veramente pretendevo che un ristorante mi allungasse una dritta del genere?

cat ha detto...

Rasserenati annucci! il budino di tapioca RIMANE a pallimi! gelatinosi gommosi...se poi lo fai col latte, i granellini gelatinosi nuotano in una melma biancastra e traslucida che neanche le uova dei rospi! L'ho fatto una volta (esaltato dai fumetti dei pinuts!) in casa è stato subito battezzato budino di occhi di pesce e me lo sono dovuto cuccare tutto io!
Per la torta a poltrona, dov'è il problema? basta dichiararla nettamente ispirata a tim burton, oppure montare la panna freddissima, con le fruste tenute in freezer e usare il pannafix (amido di mais e zucchero impalpabile) che fissa la panna ma non la rende stucco! saluti a pallini cat

nini ha detto...

Ciao, non preoccuparti, sono idée fatte per "rubare", hai fatto bene,
un baciotto

Annina ha detto...

Il mistero-tapioca continua. Dopo il racconto di Cat, si possono fare due ipotesi: o il budino alla tapioca è una truffa mondiale perpetrata da decenni solo perchè nessuno osa confessare che in realtà i pallini non si sciolgono, attribuendolo alla propria incapacità (effetto "i vestiti nuovi dell'imperatore"); o nel mondo ci sono milioni di persone ghiotte del budino occhi di pesce. A voi la scelta.
P.S. Il pannafix? L'avevo detto che c'era un segreto! (oggi mi sento complottista)

annucci ha detto...

Caro Cat,
grazie per i consigli pannosi, devo dire cmq che negli anni ho affinato la tecnica e la panna mi rimane solida aggiungendo zucchero a velo prima di montarla!

Per il budino di tapioca ok, allora è proprio una schifezza senza rimedio, amen!

uovosodo ha detto...

A me in Cina hanno raccontato cose strabilianti su una "prelibatissima" sorta di milk shake impreziosito da queste perle di tapioca (mi han detto anche che gli americani ne van pazzi????!!!).Ho atteso giorni e giorni prima di riuscire a trovarlo, la mia era diventata quasi una missione...nn mi pareva vero, potevo finalmente assaggiarlo...prima sorsata...una M***A colossale!!!

Annina ha detto...

Basta prendersi gioco della tapioca! Ho trovato un parere autorevole in http://www.untoccodizenzero.it/archivio/2006_02_01_untoccodizenzero_archive.html.
Come noterete dalla foto, la consistenza del budino è granulosa, perciò mi sa che ci dobbiamo abituare all'idea.

Annina ha detto...

Il paranoico blogger non mi fa scrivere l'indirizzo per esteso, allora voi andate su http://www.untoccodizenzero.it/blogger.html e cercate il budino alla tapioca nell'archivio di febbraio 2006!

annucci ha detto...

Si la consistenza di quel budino è granulosa ma ha un aspetto molto più invitante del mio!!

cat ha detto...

ricetta tapioc-pallinosa su the kitchen pantry, al 5 gennaio, sempre su blogspot, eppoi non ditemi che non sembrano occhi di pesce1 cat

papapolpo ha detto...

che brutti ricordi il budino di tapioca!!!!!!! per favore non datele ricette altrimenti ci riprova e chi assaggia sono io!!!!!

venere ha detto...

ha ha che spasso!!! confermo che la tapioca rimane a pallini, io la metto un po' a mollo prima della cottura e finora l'ho usata nei passati di verdura per renderli più densi e per mascherare l'idea della brodaglia... il sapore è neutro, quindi, se non fosse x la consistenza, potrebbe anche non essereci che sarebbe uguale. le uniche categorie di persone che possono mangiare la tapioca sono i bambini in svezzamento perchè poverini non se ne rendono conto e gli sperimentatori selvaggi come la sottoscritta che quando sentono una cosa nuova la DEVONO provare e poi anche se non è un granchè se la pappano x non buttarla via... ah, dimenticavo! anche gli Americani...
ossequi al clan della dead kitchen!

solaccursio ha detto...

la tapioca io la conosco a dire il vero "solo" a pallini, e ne andavo matta già da piccola...
si lessa nel brodo, e poi si aggiunge una bella grattata di grana e di pepe. Tipo pastina, per capirci, ma viene più "spessa". yum!