02 marzo 2012

PALERMO SPARA, DEAD CHEF RISPONDE

DI LAJULES

Basta dare un'occhiata all'archivio di Dead Chef per vedere che ci sono stati anni durante i quali questo blog era morto come il suo titolo. Ma pensavate forse che in quel periodo Dead Chef fosse a dieta vegana sans glutine? Ovviamente no: si spanzava in giro per il mondo come al solito! Cuccatevi quindi un altro post fotografico su una bella vacanza di due anni fa a Palermo. In compagnia di Rizla, Tiz, Annucci e Papapolpo, Alec ed io ci siamo beati delle bellezze e prelibatezze di una città regale, multietnica, misteriosa e affascinante. (Uno dei grandi misteri rimane la scomparsa dell'acqua della doccia e del copriwater nel bagno della mia stanza d'albergo dopo due giorni di soggiorno.) Ma andiamo al cibo.

CALAMARI FRITTI
Ecco un tipico snack pomeridiano che ci concedevamo a Palermo, subito dopo una doverosa pennichella post-pranzo, credo in zona Vucciria. Mi dicono che prima dell'inondazione del 1966, anche a Venezia si potevano trovare fritti di pesce veloci da consumare in un cartoccio. Dopo l'inondazione, tutti i piccoli commercianti veneziani con negozi al piano terra hanno abbandonato la città, e quindi addio a fritti meravigliosi come questi.

L'IGIENE INNANZITUTTO
Di nuovo alla Vucciria, dove un commericiante sta pulendo della bottarga fresca su una fontana, mentre dei pasciutissimi cani randagi (non inclusi nella foto) si avvicinano leccandosi i baffi. Una scena del genere non potrebbe MAI E POI MAI presentarsi negli Stati Uniti, che hanno severissimi codici di igiene per qualsiasi alimento. Dead Chef, ovviamente, qui si schiera con Palermo.

GRIGLIATE DI PESCE MISTO
Le grigliate di pesce erano onnipresenti e a buon ragione. Il pesce è meraviglioso e cotto alla perfezione. Il pesce spada è coperto da un velo di pangrattato, che eleva la pietanza da semplice grigliata di pesce ad alimento paradisiaco.

SFINCIONE
Questa pizza/focaccia si trovava ovunque in centro Palermo ed era di una morbidezza fantastica. Ricoperta di un velo di pomodoro, aglio, cipolla e un mix di mollica e pecorino, lo sfincione è uno dei ricordi più cari che ho della città.

PANI CA' MEUSA
Ecco l'oro di Palermo, a mio parere: il panino con la milza. Quello della foto non proviene dalla famosa Antica Focacceria San Francesco, ma da un postissimo che esibiva un menu con i prezzi di uno fino a 50 panini con la milza. Vuoi 34 panini? Non serve la calcolatrice, il prezzo è sul muro. La milza, saporita ma non troppo come vi immaginate, viene cosparsa dalla salsetta di cottura e da una abbondante grattugiata di pecorino. Da mangiare a tutte le ore.

BABBALUCI
Leggo solo ora che le lumachine di mare a Palermo si chiamano "babbaluci" (a Venezia, "bovoletti")―siete pregati di correggermi se mi sbaglio. Ne abbiamo ordinati un chiletto come merenda giusto per stare leggeri. Un'ammissione vergognosa: per quanto mi sfiziasse l'idea di pasteggiare a lumachine e birra, vedere da vicino le loro antennine e i loro baffetti non ha aiutato l'appetito. Al momento dico, "mai più".

ARRIVA LA BOMBA!
Eccomi mentre bacio la mia arancina bomba prima di addentarla. Le arancine "bomba" sono una specialità palermitana che, tradotta in milanese, sarebbe circa una porzione e mezza di risotto impanato e fritto. 

SPITINI
Se siete come me, avete notato questa mattonella di bellezza già nella foto precedente e siete lì a chiedervi, "Ma come, non si sa niente di questo splendore?" Ecco, la mattonella si chiama "spitino" ed è uno spiedino di pane in cassetta e ragù impastellato e fritto (ecco una bella spiegazione qui). Un miracolo di ingegneria e culinaria.

 PANELLE E CROCCHÈ
La foto mostra solo crocchette di patate (crocchè) e patatine fritte, probabilmente perchè le panelle ce le eravamo già finite. Le panelle sono un'altra preparazione a base di farina di ceci simile alla farinata o alla cecina toscana. Le panelle però sono fritte.

 RICOTTA
La ricotta fresca è da sempre il mio ingrediente preferito. La mangio a forchettate appena comprata e ovviamente mi piace in qualsiasi altro piatto. Spero comprendiate quindi il mio orrore quando, trasferitami negli Stati Uniti, mi sono resa conto che la ricotta è sì onnipresente, ma completamente diversa e neanche lontanamente paragonabile a quella italiana... *sospiro* Ma torniamo a Palermo: la ricotta siciliana è di pecora e viene usata in una miriade di ricette. Al mercato abbiamo trovato queste ricotte al forno con olive, cipolla, ecc. Le abbiamo consumate sul posto con un bel bicchiere di birra. La mia versione della felicità.

LE GENOVESI DI ERICE
Da sinistra potete ammirare le cassatine, i cannoli siciliani e infine le genovesi, delle paste ripiene di crema pasticcera che sono la specialità di Erice. Da consumarsi appena sfornate, belle caldine. Trovate la loro storia qui.

 CANNOLI SICILIANI
Qui sono in una pasticceria di Marsala in compagnia della mia anima gemella: il cannolo. Il nostro amico e guida marsalese ci ha portato qui perchè la crema di ricotta viene fatta all'ultimo momento, invece di quella vecchia delle altre pasticcerie che la preparano solo la mattina! Io non ho osato confessare che anche l'ultimo cannolo siciliano dimenticato in una fogna da un mese e ricoperto di peli di cane è 100.000 volte meglio di quelli che si trovano da queste parti, ma l'idea che esistesse un altro livello di bontà per i cannoli che avevo assaggiato a Palermo mi ha azzittita.

PANINO SOTTO COPERTA
Non sono ancora del tutto sicura degli ingredienti di questo panino. Il venditore ci ha detto che sono scarti di vitello, ma chiedo a voi lettori di aiutarmi. So che la carne era tenuta al caldo in questo cesto ricoperto da uno straccio per la cucina, e poi ripescata dalle mani nude del venditore. Posso solo dire che era meraviglioso, qualunque cosa fosse.

CIBO GRATIS
Mentre eravamo in passeggiata in centro, ci siamo imbattuti in questo evento sponsorizzato dalla Città di Palermo (se non sbaglio) dove si poteva consumare ogni ben di dio, in particolare di pesce, AGGRATIS! A Mestre coi soldi dei contribuenti ci fanno il tram, il passante e le strade del centro; qui ti offrono una mangiata epocale con bis illimitati. Chi ha ragione? Sinceramente, non lo so.

4 commenti:

Spicy.Ginger.Ale ha detto...

Ecco... sarebbe ora d'andare a dormire... ma ora m'hai fatto venire fame (antenne delle lumache a parte). La descrizione del cannolo dimenticato in una fogna mi ha fatto tanto ridere perchè ha reso benissimo l'idea :) Dove sono nata io c'è un piatto simile alle panelle, si chiama panissa, è fritta e servita in un panino speciale che si chiama fugassetta (non c'ho gli accenti giusti ma più o meno si scrive così) E' interessante che, i piatti a base di ceci, come le panelle, la panissa, la farinata ecc, sono tutti comuni ai posti che hanno avuto una dominazione saracena nel medioevo.

Annina ha detto...

Stessa reazione di Spicy: ho letto il post ieri notte e non avrei saputo da dove cominciare ad invidiarti. A parte per i bovoletti: li ricordo ghiottoneria veneziana apprezzata da mamma, sorella e nonna, ma a me mica ci è mai voluta una prova pratica per starne alla larga.
Ho l'impressione che in Italia ci sia una linea gotica gastronomica: non che le specialità qui al Nord manchino, ma occorre sapere in quali locali andarle a cercare. Non è scontato che il cibo sia cucinato ad arte, anzi, e la cultura del cibo di strada è praticamente scomparsa. Persino i baracchini di burstel tedeschi ci battono quanto ad amore della tradizione.

lafrancese ha detto...

urka! ci siamo persi diverse delizie di strada, ma molte, compreso il panino con le interiori fritte da sotto la coperte l'abbiamo mangiate! un saluto

annucci ha detto...

Io nella foto le panelle le vedo!