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07 marzo 2012

GIAPPONE MON AMOUR/3

DI ANNUCCI


Cari Fioi,

mi riaggancio ad un mio post nel lontano 2008 per parlarvi ancora di caramelle giapponesi.

Sono stata introdotta nel fantastico mondo dei dolciumi giapponesi da mia sorella Franisia. Quando abitava a Los Angeles si recava nei supermercati di Tokyo Town per acquistare caramelle, cioccolatini e biscotti nipponici per poi mandarmi dei succulenti pacchi pieni di queste meraviglie.
Da allora sono una delle cose di cui più mi piace fare incetta quando mi reco in Giappone, dove questi prodotti sono noti più per la bellezza degli incarti, delle vere e proprie opere d'arte nel campo delle “pimpinate”*, che per il prodotto in se, il cui gusto, diciamocelo, per noi occidentali è piuttosto  improponibile. Infatti vantano accostamenti alquanto azzardati come mirtillo, gazzosa, cioccolato alla fragola, crem caramel e yogurt...insomma, 'na vera zozzeria!

D'altronde si sa che i giapponesi mettono una cura quasi maniacale nelle confezioni. quando si compra qualcosa in un negozio è una delizia vedere commesse impegnarsi tra carte, sacchetti e nastrini, riuscendo il più delle volte a farti un pacchetto che è ancora meglio di quello che hai comprato. L'altro giorno a Milano sono stata in un negozio aperto da una giapponese per comprare un paio di guanti da mettere sul momento e ho dovuto aspettare mezz'ora che me li incartasse e un'altra mezz'ora per scartarli e metterli.

Comunque, come dicevo, queste confezioni sono talmente belle che buttarle via una volta consumato il prodotto all'interno è un vero peccato!
Ed infatti io le conservo tutte dentro in barattoli di vetro che poi dispongo in giro per casa!
Alcune di loro non sono mai state aperte, oppure aperte e richiuse alla bene e meglio e sono li da almeno 10 anni! Se qualcuno avesse il fegato di assaggiarne qualcuna mi faccia sapere e provvederò a mandarvene un pacchettino! (scherzo sono li e non si toccano! hihihi).

Ma eccovi qui una carrellata delle mie preferite:

 

Questa meraviglia è un pacchetto di chewing gum alla fragola ed il simpatico orsetto sopra si chiama "Rilakkuma". E' un personaggio molto poplare in Giappone! 
 Nota di civilià giapponese: in quasi tutti pacchetti di chewing gum c'è un pratico blocchetto di cartine dove avvolgere le gomme masticate prima di buttarle, onde evitare che si attacchino alle scarpe di innocenti passanti. Oppure presumo servano a non farle attaccare ai cestini dell'immondizia, visto che in Giappone nessuno getterebbe una gomma masticata a terra! Mah!

Ecco qui sotto delle scatolette di caramelline multi-uso. Dopo aver consumato le caramelle puoi ritagliare la confezione e crearti un mazzo di carte! Certo sono studiate per le manine di un quattrenne ma ci si adatta!


 
 Lecca Lecca di cioccolato alla fragola !!! mai avuto il coraggio di assaggiarli, ma quanto belli sono?

Aaaaaaah le mitiche gomme Puccho dai mille pazzi gusti! Fragola e yogurt (o magari panna, chissà), mirtillo e gassosa! E c'è pure Hello Kitty guest star!


Queste deliziose scatoline contenevano biscotti. Troppo belle per gettarle io le riciliclo come contenitori di piccoli gioielli, bottoni ed oggettini vari.

Questa non so perchè è sempre stata una delle mie preferite! la confezione, s'intende! Le caramelle dentro erano u-rende!

Ed eccola qui Hello Kitty, la regina incontrastata delle pimpinate! Caramelle al mais, devo dire che non sono male!

Anpanman è un personaggio dedicato ai bambini molto piccoli. Si tratta di una compagnia di panini con la faccia. Qui sponsorizzano dolciumi, nel secondo caso vitaminizzati! Ma perchè in Italia le caramelle vitaminiche non sono altrettanto belle??


Si ok non è un dolce ma non potevo non condividere questa bottiglietta d'acqua a forma di Doraemon!

 Ed infine ecco i barattoli dove le conservo:

 


 Alla prossima con il mio reportage su Hong Kong!

* mio termine per definire i personaggi giapponesi che popolano una serie di inutilissimi oggetti (es. hello kitty & friends)

20 giugno 2008

SHABU SHABU

by annucci


Cari Fioi,

questa settimana mi allontano un attimo dai dolci e vi parlo, come anticipato, dello Shabu Shabu.



Lo Shabu Shabu è un piatto tipico del Giappone e se andate a visitare questo Paese non potete esimervi dall'ordinarlo.
Noi abbiamo cercato sulla guida un ristorantino che l'offrisse e ne abbiamo trovato uno molto carino a due passi dal nostro albergo, quindi ci siamo buttati a capofitto.

Si tratta di carne e verdura servita cruda da cuocere in una pentola di brodo che bolle al centro del tavolo.
Bisogna cercare un ristorante che lo serva, dicevo, perchè deve essere dotato degli appositi tavoli con fornello e non tutti li hanno.
Devo dire che avere al centro del tavolo una pistra che si scalda fino a 150/200° è un'esperienza un pò inquietante, bisogna fare attenzione a dove si appoggiano le mani e stare attenti a non lasciare della carta vicino, come abbiamo fatto in un'altro ristorante, rischiando di madarlo a fuoco; ma lasciamo stare va...

Fondamentalemente funziona come una bourguignon, solo che invece di cuocere nell'olio la carne cuoce nel brodo vegetale, quindi è molto più sana e digeribile.
Dopo aver cotto la carne e le verdure nel brodo, le si intingono in due salsine differenti, una al sesamo ed una alla soia.
La salsina al sesamo era davvero buonissima! Quella alla soia discreta!

La carne è di manzo ed è tagliata sottile, si cuoce in un attimo nel brodo e si scioglie in bocca.
Attenzione con le bacchette, i primi due o tre pezzettini di carne sono affondati tristemente nel fondo della pentola e ripescarli è stata un'impresa.
Fortunatamente i sempre gentilissimi camerieri giapponesi ti aiutano molto e ridono anche spesso e volentieri di come usiamo le bacchette.

Bè devo dire che l'esperienza Shabu-Shabu è stata veramente divertente e soddisfacente!
Costa un pò più che un pasto normale (circa 30€) ma ne vale la pena!
Alla prossima puntata!!

04 giugno 2008

IL MOCHI

by annucci

il mochi

Cari Fioi,

per il secondo appuntamento con la gastronomia giapponese ho scelto di paralrvi del mochi.
Si tratta di una tortina di pasta di riso, ottenuta riducendo in poltiglia il riso bollito fino a renderlo una pasta densa ed appiccicosa.

In Giappone è popolarissimo e viene consumato ad ogni occasione, sia dolce che salato.
Il modo più comune di prepararlo è, inutile dirlo, con la farcitura di anko, la marmellata di azuki.
Può essere un pò fastidioso da ingoiare perchè la pasta glutinosa tende a scivolare lentamente nell'esofago e può dare una sensazione di soffocamento.
Pare che in Giappone siano morte delle persone soffocate dai mochi, ma non vorrei addrentarmi in questo argomento e creare inutili allarmismi....

Indubbiamente il mio mochi preferito è quello ripieno di gelato.
Quando la pasta glutinosa è tirata a dovere si scioglie in bocca e l'abbinamento con il gelato è davvero la morte sua.
In Giappone ci sono negozi appositi che somigliano molto a delle gelaterie dove si possono trovare mochi di ogni tipo, da quelli con sapori più occidentali come il Monte Bianco a quelli più orientali come il tè verde e i fiori di ciliegio.

Noi personalmente abbiamo provato quelli al monte bianco, alla patata viola dolce, ai fiori di ciliegio, al tè verde e al cioccolato banana.

mochi al tè verde

Il mochi al gelato viene servito freddo naturalmente ed è consigliato aspettare qualche minuto prima di consumarlo, perchè il gelato si sciolga un pò e sia morbido al punto giusto.
Più precisamente i commessi ti diranno di aspettare un quarto d'ora e con la precisione che solo una cosa giapponese può avere, dopo 15 minuti esatti sarà deliziosamente morbido e addentarlo sarà un'esperienza unica ed indimenticabile..gnam!!

Per ora è tutto.
Alla prossima puntata con lo Shabu Shabu!


29 maggio 2008

GIAPPONE MON AMOUR

by annucci


Cari Fioi,
eccomi qui dopo una lunga assenza a scrivervi di nuovo.
Tante cose mi sono capitate in questo perido, anzi, a dire la verità fondamentalmente solo una: mi sono sposata e sono andata in Giappone in viaggio di nozze.

Naturalmente potrei deliziarvi per ore raccontando le meraviglie di questo lontano paese, ma visto che non ho molto tempo e che vi spacchereste le balle in maniera incommensurabile, ho deciso di parlarvi delle prelibatezze culinarie, spezzettandole in varie puntate.

Oggi vi parlerò di dolci giapponesi.
Premetto dicendo che in Giappone, soprattutto a Tokyo, si trova di tutto, e che la loro immensa passione per l'Europa li ha portati ad aprire innumerevoli locali, pasticcerie e sale da te ricche di pietanze e dolci occidentali.

Naturalmente io e Marco ci siamo tenuti il più possibile lontani da questo tipo di cucina, volendo gustare le specialità del posto.
Il nostro primo esperimento è stato in un localino a Tokyo dove servono solo spuntini in mini piattini di cibo dolce e salato.

Il nostro piattino preferito era questo:

Per soli 1000 yen (cira 8 euri) ci servivano tre diversi piattini di dolci e una tazza di tè verde, talmente buono che non posso neanche spiegare.
Vado a descrivere.
Il piattino a sinistra, quello azzurro, contiene i Dorayaki, delle pagnottelle dolci, tipo pancakes ma più compatte, ripiene di una crema di fagioli azuki che chiamano anko.
Ora, dovete sapere che tutti i dolci tipici giapponesi sono farciti con l'anko, non si scappa proprio, non aspettate di trovare altro.
Queste pagnottelle sono servite con un ciuffetto di panna montata. Molto buoni.
Il piattino in alto a destra invece contiene i Dango, delle palline di riso glutinose, gommose e prive di qualsiasi sapore, che spesso troveremo nelle pasticcerie giapponesi e di cui parleremo anche più avanti. Naturalmente nel centro del piattino c'è l'anko.
L'ultimo piattino, quello in basso al centro, contiene un altro tipo di dango cosparsi di una polverina indecifrabile, probabilmente semi di sesamo tritati o soia. Piuttosto insapore ma non sgradevole.

Ci siamo fermati un paio di volte in questo grazioso locale la sera prima di rientrare in albergo, era un piccolo rito veramente piacevole, anche perchè l'atmosfera era rilassante ei camerieri simpatici e disponibili, come ovunque in Giappone del resto.

La vera sfida però è stata provare una vera e propria pasticceria giapponese a Kyoto.
Volevamo assolutamente provare i dango e i mitarashi-dango, le palline glutinose sottoforma di spiedino:
Bè che dire...definire buoni questi dolci è un azzardo. Più che altro sono lontani anni luce dalla nostra concezione di dolce.
Vado a descrivere.
La mia ordinazione è quell'inquietante piattino colmo di roba gelatinosa in primo piano. Al centro gli immancabili azuki. Sotto il tutto c'erano cubetti di acqua o dio-sa-solo-cosa sottofrma di gelatina, comunque una sostanza senza sapore alcuno.
Attorno all'anko le palline bianche sono le solite al glutine di riso, quella verde è al tè.
I quadratini marroni e verdi infine, sono gelatina di azuki e tè verde.
Il tutto va irrorato con una salsetta di soia che a mio avviso sa molto di liquirizia.
In realtà non è che queste cose non siano buone, è che stomacano dopo solo tre cucchiai, il che è alquanto curioso visto che è tutto abbastanza insapore.

L'altro piattino invece contiene dei mitarashi-dango quadrati e leggermente abbrustoliti sulla piastra, accompagnati da una salsetta caramellosa fatta credo con lo zucchero di canna.
Inutili ma divertenti.

Vi lascio infine con un dolcetto che abbiamo comprato in pasticceria a Kyoto e che ci siamo pappati al parco, il mitarashi-dango tricolore, credo al riso, al tè verde e ai fiori di ciliegio, che mille volte abbiamo visto nei cartoni animati.
Per quanto riguarda il gusto siamo sempre lì, privi di sapore eppure stomachevoli, ma erano talmente belli che non siamo riusciti a non comprarli, anche se dopo due morsi sono finiti nel cestino:




Bè con questo è tutto per ora.
Alle prossima puntata con: il mochi, l'incredibile palletta di glutine di riso ripena di gelato.

Ciaooo

30 novembre 2007

ESPERIMENTO NEL TERRORE

by annucci


Cari Fiori,
come vi ho già anticipato ad aprile andrò in Giappone in viaggio di nozze.
Sono veramente entusiasta alla sola idea, è un sogno che diventa realtà per me! ma vi renedete conto??? andrò nella terra delle Pimpinate!!
Dopo aver torturato (a suon di strilli acuti nelle orecchie) l'impegata dell'agenzia di viaggio per farmi dire dov'è il parco a tema della Sanrio sono finalmente riuscita a scoprirlo.
Il mio fututo marito dovrà farsi un giro sulla barchetta di My Melody e dovrà abbracciare dei beoti vestiti da Hello Kitty, ma sono sicura che sopravviverà!

Non vedo l'ora inoltre di assaggiare i più svariati cibi che la cucina giapponese avrà da offrirci.
Già da alcuni anni mi diletto, ed in questo le care Lajules e Frannisia mi sono molto d'aiuto, a comprare dolcetti confezionati giapponesi.
Avtete presente tutti quei dolcetti assurdi dalle confezioni colorate??
Ebbene ne ho comprati parecchi negli USA e ad Hong Kong ma più per abbellire la cucina che altro, raramente abbiamo avuto il coraggio di assaggiarli.
Recentemente io e il mio fidanzato (papapolpo per chi non l'avesse ancora capito) abbiamo preso il coraggio a due mani ed abbiamo deciso di assaggiarne uno, così tanto per prepararci a quando saremo in Giappone.


Bè questo esperiemento è andato al di là delle nostre più cupe previsioni.

Come potete vedere dalla foto qui sotto la confezione dello snack, la merenda preferita dai bambini giapponesi, si presentava colorata e allegra.
Il contenuto era il seguente:

1 vassoietto bianco di plastica
1 palettina
2 bustine colorate.


Papapolpo segue le istruzioni e mischia la polverina all'acqua.

Le istruzioni parlavano chiaro: aprire una delle due bustina e versare il contenuto nella vaschetta più grande del vassoietto, versarvi dentro un poco d'acqua e mischiare. Dall'intruglio è venuta fuori una pappetta violacea con un forte odore finto di uva fragola.

papapolpo versa il contenuto della bustina 2 nella vaschetta.

Il secondo passo è stato quello di aprire la seconda bustina e versarne il contenuto nella vaschetta più piccola del vassoietto.
Come potete notare dalla foto sopra si trattava di cristallini di zucchero colorati e scoppiettanti. Odore indecifrabile, più o meno detersivo per i piatti.



Papapolpo intinge la sua pappetta nei cristalli di zucchero

lo step numero 3 è facilmente intuibile: con la plettina prendere un pò di pappetta violacea ed intingerla nei cristalli di zucchero colorato scoppiettante.


Papapolpo il temerario sta per scoprire gli effetti di questo terribile esperimento.



l'espressione eloquente di papapolpo dopo aver assaggiato il nostro snack


Come facilmente intuibile lo snack preferito dai bambini giapponesi ha un gusto disgustoso.
Abbiamo imparato una preziosa lezione: i bambini giapponesi hanno veramente dei gusti di merda!

No scherzo, ma una cosa è sicura: eviteremo di assaggiarne altri!

Ciao e al prossimo esperimento.

22 novembre 2007

ME, ME STESSA ED IO!

by annucci




Cari Fioi,
ecco il mio meme.
Si lo so sono 5 punti e non 8, ma che vi devo dire...non mi è venuto in mente nient'altro e d'altra parte non so neanche se ho capito bene cosa dovevo fare. Tant'è. Beccateve questo:

p.s. chi mi conosce se vuole aggiunga qualche cosa!


1) PIMPINATE GIAPPONESI

Parto con il primo aspetto di me che colpisce sempre tutti, o perlomeno per il quale tutti mi prendono abbondantemente per il culo.

Vado pazza per i giocattoli o gadget o come cavolo si chiamano (io le chiamo pimpinate e credo renda bene l’idea) creati dai giapponesi.

Tanto per intenderci Hello Kitty & Co. anche se non sono una grande fan dell’inespressiva gattina, in quanto è inflazionata e orrendamente kitsch.

Lajules ne saprà qualcosa visto il suo regalo di compleanno.

A coronamento di questa mia grande passione ad aprile andrò in Giappone e credo che il mio fidanzato (che sarà già marito) dovrà spararmi massicce dosi di tranquillanti per non farmi gridare di gioia davanti alle vetrine per tutto il santo giorno.


2) GATTI

Anche se è un po’ banale non posso fare a meno di sottolineare il mio immenso e smisurato amore per questi animali.

Per me i gatti sono le creature più perfette dell’universo, sono teneri, forti, belli, simpatici e mi fanno sempre ridere e commuovere-

Ho due gatti e ne vorrei di più ma vengo costantemente frenata dal mio fidanzato che minaccia di sbattere fuori casa me e i gatti che mi porto appresso.

In compenso mi piace dar loro nomi assurdi.

I miei si chiamano Tripoli e Propoli poi ci sono i mici che vivono nel circondario che sono:

Papadopulo

, Pachanca, Burrito, Patchuli, Guru Guru, Menuioccu e Bella Gnocca.

Ah ci sono anche due cagnetti randagi che bazzicano nei dintorni, li abbiamo chiamati Amiltore Fanfani Ugo La Malfa.


3) CIBO

Anche io come Lajules metto la mia passione per mi cibo tra i primi posti della lista.

Una volta sono anche riuscita a battere il mio fidanzato per quantità di cibo ingurgitato in un solo pasto, primato che Lajules non è riuscita ad eguagliare, ma a sua discolpa posso dire che io ho avuto molto più tempo per allenarmi.

Comunque è vero, solo lei è riuscita a mangiarsi un’omelette prima del su pranzo di nozze, tanto di cappello.

Ad ogni modo io

vado particolarmente pazza per i dolci e mi piace moltissimo anche farli.

Purtroppo soffro di attacchi di fame nervosa e capita che mi infilo in bocca ciò che mi capita solo per calmarmi, lavorando a contatto con dolciumi di ogni tipo e con un capo che mi fa saltare i nervi ogni due minuti, capite quanto male io mi stia facendo...


4) PIGRIZIA

Credo di essere la persona più pigra di questo mondo.

Manco a dirlo odio praticare qualsiasi tipo di sport e quando vedo la gente per strada che fa jogging mi verrebbe voglia di tirarla sotto con la macchina. Non per altro, ma perchè provo una forte invidia verso chi riesce ad avere questa voglia o forza di volontà.


5) ODORI

Devo aver preso da mio padre una spiccata capacità a sentire e riconoscere gli odori.

Una volta sono andata a casa di mia mamma e le ho chiesto se aveva pulito il legno con l’apposito detergente e lei mi fa innervosita:”si ma l’ho pulito una settimana fa!!”.

04 settembre 2007

AIUTO!! SOFFRO DEL BLOCCO DEL LAVORATORE

BY ANNUCCI


"Il lavoratore moderno- paura" - XXI Sec. d.c. Autore Sconosciuto

Cari Fioi,
aiutatemi per piaser (milanese maccheronico).

Sono rientrata da due giorni in ufficio dopo le ferie e credo di soffrire di un terribile blocco del lavoratore.

Ecco i sintomi:

- incubi notturni al pensiero della sveglia che squillerà alle 06,15;

- tremore diffuso alla vista della porta dell'ufficio;

- mani fredde e sudate quando impugno la maniglia e faccio per entrare;

- mani, piedi e denti che prudono alla sola vista del mio capo che mi sorride felice;

- nausea e vertigini quando accendo il pc;

- momentanea perdita dell'udito quando il telefono squilla;

- manie omicide quando lo stronzo di turno ti dice: "allora è finita la pacchia eh, si ricomincia col solito tran-tran";

- senso di malessere e cerchio alla testa quando il tuo capo ti dice:"sono qui da una settimana ma non ho toccato una carta perchè aspettavo te";

- ginocchia molli e perdita di appetito al pensiero che alle prossime ferie mancano 11 mesi.

Io per il momento brancolo in una sorta di limbo e fisso il vuoto seduta alla scrivania, incapace di reagire e a trattere le lacrime.
Scrivo questo post fingendo spudoratamente di lavorare.

Voi cosa fate? Qualche rimedio per questa terribile sindrome?

Graz!

14 giugno 2007

LE CELEBRITA' ALLE QUALI SOMIGLIO


by annucci


Ho sempre pensato di essere la copia sputata di Chester A.Arthur!


Ahahaha..scusate non ho resistito!


31 maggio 2007

SI PUO' VIVERE DI SOLO TACCHINO?

by annucci

il mio alieno a forma di gatto Tripoli - lui va pazzo per il mio tacchino a fette in vaschette mono-porzione




Cari Fioi,

in questi ultimi giorni ho un chiodo fisso che mi tormenta e che non mi fa dormire la notte.
Si può vivere per quasi due anni mangiado solo affettato di tacchino per pranzo?

Solo oggi mi sono resa conto che da quando pranzo in ufficio (lavoro a orario continuato) questa è stata praticamente la mia unica dieta.

All'inizio avevo optato per questa pietanza (precisamente la sofficetta in vaschetta da 80gr) perchè la ritenevo un cibo sano, magro ed equilibrato. Ho fatto i più svariati abbinamenti: l'ho messo in un panino, l'ho mangiato con il mais, con le carote, con i pomodori e con l'insalata.

La mia atavica ed infinita pigrizia ha fatto si che non mi sforzassi di pensare a qualcosa di diverso da comprare al supermercato e da prepararmi la sera prima per i miei tristi e solitari pasti alla scrivania davanti al computer.

Oggi, aprendo la solita confezione mono-porzione di tacchino a fette, il solo ododre che si è sprigionato (un'orrenda zaffata dolciastra di tacchino morto misto a conservanti vari) mi ha fatto venire un urto di vomito.


Che dite è ora di cambiare menù??
E tornando al mio dilemma esistenziale, credete che possa aver provocato danni irreparabili al mio corpo?

07 maggio 2007

RICETTA SPECIALE PER VOI LETTORI

by Annucci





Cari Fioi,

è tanto tempo che non scrivo sul bolog, mi spiace ma ho sofferto di blocco dello scrittore per svariati mesi.
Mi sto riprendendo a fatica e quindi non ho molto da scrivervi, ma per favi passare piacevolmente qualche minuto vi lascio una sfiziosa Audio-Ricetta. Spero vi piaccia.
Ci sentiamo a breve con nuove entusiasmanti avventure del mio amico tripode (gatto-alieno).
Nu' bascio

p.s cliccate sulla parola "ricetta" qui sotto per ascoltarla. Scusate per il messaggio pubblicitario all'inizio e alla fine ma non dipende da me!
p.p.s. capirete dopo averla ascoltata perchè il nostro amico Fonzie è così preoccupato!

ricetta

08 febbraio 2007

LAVORI MERAVIGLIOSI

BY ANNUCCI


Cari Fioi,
quest'oggi vorrei discostarmi un pò dalla gastronomia per parlarvi di quello che, secondo me, è il lavoro più meraviglioso del mondo.
La simpatica signora che vedete sorridere felice nella foto è la veterinaria di uno zoo tailandese (la fonte è il corriere online di oggi) che ha visto nascere questi tre "leopardini" una settimana fa.

Ora io credo che questo voglia dire felicità.
Credo non ci sia niente di più emozionante nella vita del contatto con gli animali, soprattutto cuccioli indifesi e urlanti come questi, che vorresti solo portarti a casa e stare ore a rimirare e a baciare sulla pancia. Lo so lo so il mio è un discorso egoistico e gli animali devono essere lasciati in pace nel loro ambiente, bè per me queste sono baggianate i cuccioli sono fatti per essere spupazzati e se la mamma non li riconosce più e li abbandona tanto meglio, me li prendo io!

AHAHAHA

Ma voi che ne pensate di questi cosi??
Per voi qual è il lavoro più meraviglioso del mondo?


10 gennaio 2007

LA PICCOLA PASTICCERIA DEGLI ORRORI

BY ANNUCCI


Cari Fioi,
riprendendo l’argomento degli infelici esperimenti di pasticceria fatti a casa propria, vorrei condividere con voi le mie peggiori prove culinarie degli ultimi anni.
Diciamo che mi sono sempre dilettata a preparare dolci e torte, fino a spingermi a fare in casa il panettone, e devo dire che la maggior parte delle volte mi sono sempre riusciti piuttosto bene.
Forse papapolpo si ricorderà della torta di pan di spagna ripiena di crema pasticcera e ricoperta di panna e fragole che ho preparato per il mio compleanno, o della pastiera napoletana che a volte faccio per Natale, ma ci sono state un paio di volte in cui i miei esperimenti si sono spinti troppo oltre le mie capacità.
Ne è esempio questa bellissima torta che preparai alcuni anni fa in preda a una folle mania di grandezza. Va detto che mi sono cimentata a fare a mano tutto, compresa la pasta di mandorle per fare l’orsetto.
Fin dall’inizio della preparazione mi sono accorta delle svariate difficoltà.
La base consiste in una torta tonda tagliata in 3 pezzi e montata a forma di poltrona, ma ovviamente la pasta era troppo friabile e la poltrona perdeva pezzi da tutti i lati.
La base va quindi ricoperta di panna, la quale dopo 10 minuti si era già liquefatta in parte e quindi gocciolava dalla poltrona.
Le decorazioni da fare con la panna colorata ovviamente erano impensabili quindi ho ben pensato di guarnire lA poltrona con vermiglie ciliegine candite.
Ma veniamo alla parte migliore: l’orsetto.
La preparazione della pasta di mandorle è stata un disastro. Le mandorle tritate troppo grossolanamente, lo zucchero poco sciolto e quindi più che del marzapane sembrava più una poltiglia molliccia e capirete che modellare un simpatico orsetto è stata un’impresa ardua.
Ecco quindi che più che un simpatico orsetto seduto su una poltrona di panna la mia torta sembrava più un temibile grizzly seduto sulla sedia elettrica.



L'imbarazzante confronto


Un altro mio disastroso esperimento è stato il BUDINO DI TAPIOCA, del quale purtroppo non ho documentazione fotografica.
La tapioca per preparare il budino è una specie di amido, venduto sottoforma di pallini bianchi che con il calore della cottura dovrebbero sciogliersi e formare appunto un budino.
Io ho avuto la brillante idea di arricchire il budino di pinoli, quindi, dopo aver mischiato i pallini di tapioca, lo zucchero, i pinoli e qualche altro indefinito ingrediente che non ricordo ho infornato il tutto.
Quando ho tolto il budino dal forno i pallini di tapioca non si sono sciolti del tutto e sono rimasti alcuni grumi di pallini trasparenti in superficie che galleggiavano insieme ai pinoli.
Già l’immagine era abbastanza disgustosa così, ma quando ho provato a rovesciare il budino su un piatto è sbrodolata fuori una poltiglia gialla che sembrava pus, con palline trasparenti che sembravano uova di un qualche disgustoso insetto e i pinolo bianchicci che sembravano larve.
Indovinate un pò?? Nessuno ha voluto assaggiarlo ed è finito in pattumiera.

Ma qualcuno sa spiegarmi come cavolo si cucina la tapioca??

20 dicembre 2006

SE NON CI VEDIAMO PIU' AUGURI DI BUON NATALE

BY ANNUCCI


Cari Fioi vicini e lontani,
manca poco a Natale e devo andare a compiere il mio dovere di caramellaia nella mia fabbrica segreta con i miei schiavi personali “Umpa Lumpa”.
Durante l’anno il mio lavoro di impiegata presso un commerciante di caramelle è solo una copertura, mi serve per studiare il mercato e introdurre un giorno le mie caramelle pelose al criceto russo e i miei gommosi vischiosi ai licheni lapponi.

Con il mio socio Babbo “di minchia” Natale stiamo stilando la lista dei buoni e dei cattivi quindi state tutti accorti.
E come si suol dire in queste occasioni, se non ci sentiamo più Buon Natale, intanto auguri!!




29 novembre 2006

CHI DI CARAMELLA FERISCE DI CARAMELLA PERISCE

BY ANNUCCI


Cari Fioi,
vi scrivo oggi per raccontarvi un divertentissimo aneddoto che mi è capitato qui in ufficio qualche giorno fa.
...
Ecco avrei voluto cominciare così questo mio nuovo post, pubblicato sotto le non-molto-velate minacce dalla mia terribile capa Lajules, ma la realtà è che qui da me non succede mai niente di divertente.
Nonostante l’ufficio dove lavoro sembri una piccola fabbrica di cioccolato come quella di Willy Wonka (a tale proposito tra poco avrò una sorpresona per tutti voi), qui la vita scorre noiosa e monotona come se lavorassimo in una fabbrica di scatole di cartone.
Certo i lati divertenti ci sono. E’ sempre una piccola festa quando arrivano dall’Estremo Oriente i nuovi campioni delle peggio cretinate farcite di talmente tanti zuccheri che se solo il vostro dentista le vendesse si sfregherebbe le mani per 20 minuti di fila, ed è anche divertente assaggiarle quando non siete alle prese con il vano tentativo di perdere qualche chiletto.
Ma voi avreste il coraggio di mangiare una confezione di vermi gelatinosi di colore rosso, venduti con una pinzetta luminosa che li fa sembrare dotati di luce propria una volta afferrati con la stessa?
Oppure avreste il coraggio di mangiare dello zucchero filato in barattolo?
E potreste azzannare dei lecca lecca che ritraggono la tenera Hello Kitty?

Qui tutti scappano terrorizzati quando il mio capo arriva con la mano tesa piena di dolci da farci assaggiare manco fossimo cavie da laboratorio.
Naturalmente l’unica scema che riesce a braccare e regolarmente assaggia tutto sono io.
Una volta mi è stata ficcata in bocca una pallina glutinosa verde ripiena di una strana granella nera, il gusto era assolutamente indecifrabile. Una via di mezzo tra fieno e burro di arachidi.
Quando poi guardo nel cassetto del mio capo trovo avanzi di campioni invitanti e innocui come caramelle biologiche francesi dei quali io non ero a conoscenza e consumati alle mie spalle. Stramaledetti!!!













Il malefico bolo glutinoso

04 ottobre 2006

POESIA PORTAMI VIA

BY ANNUCCI



Cari Fioi,
volevo semplicemente condividere con voi l'arte di un ragazzo romano che ho conosciuto sul web. Pubblico tosto una poesia che ha improvvisato mentre stavamo conversando, probabilmente ispirato dalla mi presenza, credo di essere un pò la sua musa ispiratrice.


LO SPAZZINO
by IlCieco

sti sta come d'inverno,
le foglie son cadute
mo passa lo spazzino
le leva in modo rude,
impreca e si lamenta
perché ha una vita spenta.

Anche lui povero uomo
s'illumina d'immenso,
con la luce al neon giallastra
dei locali vicino al Duomo.
Domenica ad una mostra
fissava un gran dipinto
col suo occhio buono... con il suo occhio finto

La sera a casa stanco
non ha una moglie e dice: "manco
di tutto ciò che voglio"
così poi prende un foglio
A4 un po' ingiallito
si taglia e sul sangue passa il dito
scrive tristemente:
"Oh mondo fatiscente!
perché mi hai dato questo?
un lavoro mesto,
un antro tetro
ed un occhio di vetro.
Oh mondo maledetto!
è vero ancora ho un tetto
sotto al quale giaccio
ed in silenzio taccio
ma dimmi ora ti prego
perché mi urli "ti nego
ogni piacere, ogni sollazzo?
qui sto diventando pazzo!"


Bella eh?

03 ottobre 2006

IL BALLO DEL QUA QUA

BY ANNUCCI




Cari Fioi,
dopo una vita vissuta intensamente in città, da circa un anno mi sono trasferita in campagna.
Quando dico campagna intendo proprio dire che come vicini di casa ho 4 oche, 5 galline ed un cane, o almeno questa è la conclusione alla quale sono arrivata, visto che gli unici rumori che sento provenire da dietro casa mia sono proprio i versi di questi animali.
La cosa bella del vivere fuori città, a parte il fatto che tutti i parenti vivono ancora in città e che non si sognano minimamente di farsi 90km per farti una bella improvvisata la domenica mattina alle 8.00, è che ci sono un sacco di occasioni per mangiare cose buone.
Lo scorso week-end nel paese vicino al mio c’è stata la sagra dell’Oca.
La regina della festa era una bellissima oca di 10kg che ha anche vinto il premio di miss oca 2006 (battendo inaspettatamente la nostra amica Fernanda); purtroppo era circondata da paparazzi e non sono riuscita a farle una foto.
Ad ogni modo ho avuto l’onore di incontrare la fortunata vincitrice del titolo dell’anno scorso, sotto forma di salame, patè e ciccioli d’oca. Nu verò babà!

Tenere degli animali sarebbe il mio sogno ed è un mio progetto per un lontano futuro. Mi piacerebbe avere oche, capre e anche un asinello. Purtroppo per ora il giardino è troppo piccolo e poi con il solito grassopode tra i piedi come si fa? Quello si azzanna tutto, ci ruba i biscotti, le patatine e anche i pacchetti di crackers ancora chiusi!
Per calmarlo ho provato a dargli delle foglie di ulivo come mi era stato suggerito.
Il risultato è stato quello che vedete nella foto, davvero imbarazzante per la sua antica stirpe aliena!

Il grassopode Tripoli strafatto di foglie di ulivo

18 settembre 2006

FRAGOLONI E ALIENI

BY ANNUCCI

Cari Fioi,
quest’oggi vorrei parlarvi della mia bella pianta di fragole.
Finalmente, dopo primavera ed estate, la poverina è riuscita a buttare fuori qualche fiorellino che si è prontamente trasformato in succulente fragolone pronte a finire nella mia bella panza!
Dico finalmente perché, la povera malcapitata, è finita più volte nelle grinfie del mio obeso gatto Tripoli (in realtà non è un gatto ma un abitante del pianeta Grassunia, i cui abitanti per una straordinaria coincidenza intergalattica sono uguali identici ai nostri gatti e odiano a morte le piante di fragole).

Il Grassopode, Tripoli nella fattispecie, è riuscito per ben tre volte a recidere i fiorellini con un morso, fino a che abbiamo avuto la brillante idea di comprare una piantina di erba gatta aliena per distrarlo.
Lo strafatto Tripoli ha cominciato ad ignorare quindi la mia piantina e io ho potuto finalmente goderne i frutti. La prima fragola è maturata settimana scorsa, l’ho messa con orgoglio su un piatto di portata e, da mogliettina premurosa quale sono, l’ho divisa in due per farla mangiare anche al mio topo.

La fragola era buona anche se per la mia impazienza l’ho staccata un paio di giorni in anticipo ed era un pochettino aspra, ma non tanto.
Ero anche un pò triste perché gli altri fiori non si decidevano a trasformarsi in fragole, oppure rimanevano fragolette verdi e striminziate per giorni, al ché il mio topo mi ha spiegato che affinché le altre fragole maturino bisogna staccare quella centrale del “mazzetto di maggio” e cioè quella che corrisponde alla gemma apicale (ovviamente mi sta dettando il topo altrimenti non avrei avuto la minima idea dei termini da usare).
Questo perché la gemma apicale produce un enzima che inibisce la crescita di quelle laterali, quindi eliminandola le altre crescono più rigogliose. Contenti della lezione di agronomia?

Tripoli il grassopode strafatto di erba gatta aliena

07 settembre 2006

W LA FESTA DELLE FICHE

BY ANNUCCI



Cari Amici,
visto che chi è in America sfoggia le proprie peripezie in lungo ed in largo per gli States, chi sta qui nella bella Italia non può far altro che rendere pan per focaccia (e che focaccia!!) con le proprie in giro per lo Stivale.
Ebbene si, il tanto sospirato post sulla Puglia è finalmente arrivato, ricco di squisitezze.
Tanto per cominciare vi voglio rendere partecipi della simpatica sagra che si è tenuta il 16 agosto a Marittima in provincia di Lecce: LA FESTE DELLE FICHE.
Immaginereste che una festa del genere, presentata dalla locandina che vedete qui sopra, possa essere stata organizzata solo da un circolo di simpatici scaricatori di porto (con tutto il rispetto per la categoria) ed invece chi scopriamo che è stato ad organizzarla? Niente popò di meno che il Centro di Educazione Ambientale!!
Ma veniamo a noi. Credo che una delle cose principali che si possa dire della Puglia è che sono totalmente ossessionati dal cibo che finlamente ho cominciato a capire come mai all'estero ci definiscono "Food Obsessed".
Lungo la strada c’è un ristornate ogni 5 metri, una pasticceria ogni 3 una rosticceria ogni 4, senza contare i fruttivendoli, i bar, i pescivendoli etc etc ect.
Ovunque tu vada cercano di offrirti del cibo, possibilmente fritto se salato e infarcito di creme per quanto riguarda i dolci.
La mattina il bar pasticceria offriva, oltre alle solite brioches e paste di produzione propria, gli ormai mitici pasticciotti leccesi e cioè delle frolle con 2 etti di crema dentro, il bar della spiaggia offriva a tutte le ore del giorno pepata di cozze accompagnata da fatte di pane FRITTO, primi di ogni genere, secondi di carne e pesce, dolci, gelati (una coppa di gelato è come minimo di 3kg, compresa frutta buttata dentro intera, cocomero compreso).


UNO SPUNTINO TRA UN BAGNO E L'ALTRO

I panini sono grossi quanto un piatto di portata e sono fatti con pane di produzione propria.
Siamo andati a fare una gita in barca per vedere le grotte e ad un certo punto le guide hanno cominciato a tirare fuori vassoi di pizzette, focacce (come queste!!??), taralli, frutta, vino, salatini e chi più ne ha più ne metta! Insomma Morale della favola in puglia lo stimolo della fame lo senti solo verso l'ora di pranzo del primo giorno e io sto meditando serimente di comprare seconda casa in zona!!

03 agosto 2006

La bellezza del cibo

BY ANNUCCI


Cari Fioi,
dato che mancano solo due giorni alle ferie e che a lavoro non ho quasi più nulla da fare, navigo sul web alla ricerca di cosucce sfiziose ed informazioni sui miei argomenti preferiti: la cucina e le pimpinate giapponesi.
Mi sono imbattuta nel sito (o blog non saprei) di un/a pazzo/a giapponese dedicato alla cucina, praticamente un sito simile al nostro, del quale allego il link.
Purtroppo non si capisce nulla essendo il sito interamente in lingua giapponese, ma l'argomento trattato è ben chiaro dalle fotografie pubblicate.
Per meglio farvi capire allego qualche immagine ma consiglio di visitare il sito che è davvero di una bellezza rara.
Chi di voi è esperto in materia si accorgerà che le faccine create con il cibo sono quelle di famosi personaggi giapponesi come Hello Kitty (in Giappone ce ne sono una marea, molto più belli di Hello Kitty & Co.).
Ad ogni modo chi ha creato questi piatti è un artista.
Io ho sempre cercato di rendere i miei piatti belli oltre che buoni ma devo dire che raramente ci sono riuscita, soprattutto ci provo con i dolci che secondo me devono invogliare per prima cosa la vista.
Ma questi piatti sono qualcosa di più che semplici piatti ben presentati, sono opere d'arte e personlmente li appenderei al muro piuttosto che mangiarli. Credo che i giapponesi abbiano colto perfettamente il mio desiderio di mangiare qualcosa di bello, tenero e grasso e l'abbiano fatto diventare realtà. I loro piatti sono sempre un trionfo di colori, forme e rotondità (oltre che bontà in molti casi). Insomma sono perfetti!

Che ne pensate voi dell'estetica del cibo, date importanza a come un piatto vi viene presentato o vi basta che sia buono?

26 luglio 2006

Ciccia sui glutei, ovvero il non superamento della prova bikini











BY ANNUCCI

Cari Fioi,
anche quest’anno sarò bocciata all’esame della prova costume.
Dopo tre mesi di faticosa dieta e dopo la perdita dei fatidici tre chiletti mi sto comportando esattamente come tutti gli anni, cioè mi rimetto in forma da febbraio a maggio con ginnastica e sacrifici in cucina e da giugno fino al giorno prima della partenza per il mare mi rimetto a mangiare porcate, riacquistando inevitabilmente i chili persi.
Mi domando se in questo ci sia qualcosa di compulsivo. Ho paura di farmi vedere in forma dal bagnino oppure il caldo mi fa venire un'incredibile voglia di cibo? Teoricamente l'afa dovrebbe far passare la fame ed invece a me fa l'effetto contrario, mi viene un’incontenibile voglia di abboffarmi di gelati, dolci, patatine fritte (quelle in busta), pizze, fritture miste etc. e non c’è forza di volontà che tenga.
Non è l’aria di vacanza perché le ferie sono ancora lontane.
Il mio lavoro non aiuta, difatti passo la giornata in mezzo a campioni di caramelle gommose, marshmallow, cioccolata, zucchero filato e chi più ne ha più ne metta.
Mi sono ridotta a sperare di rimanere sola in ufficio per concedermi una sana orgia di zuccheri. Ne ho poi a pentirmene perché con il caldo soffocante del mio ufficio (non abbiamo l’aria condizionata) l’arsura è devastante.
Diciamo che forse il mio lavoro non aiuta anche perché vivo una lenta agonia con un capo che mi manda in farmacia a comprargli la crema rettale, ma questa è un’altra storia.
Per il momento urgono consigli. Riuscirò a contenermi per le prossime settimane? Riuscirò ad andare in spiaggia con una circonferenza fianchi da sirena e non da balena?
Insomma faccio sto sforzo e in ferie mi sfogo come una novella sposina che dopo aver impalmato l’allocco dice addio alla linea, oppure me ne frego e magno ciò che mi pare, tanto dopo 10 giorni in Puglia tornerò più tonda di una scamorza di Molfetta?
Attendo il vostro responso.

P.s. questo week-end ho fatto di un’anguria di 4kg un budino con cioccolato e pistacchi e potrei rifarlo!!