by annucci
Cari Fioi,
eccomi qui dopo una lunga assenza a scrivervi di nuovo.
Tante cose mi sono capitate in questo perido, anzi, a dire la verità fondamentalmente solo una: mi sono sposata e sono andata in Giappone in viaggio di nozze.
Naturalmente potrei deliziarvi per ore raccontando le meraviglie di questo lontano paese, ma visto che non ho molto tempo e che vi spacchereste le balle in maniera incommensurabile, ho deciso di parlarvi delle prelibatezze culinarie, spezzettandole in varie puntate.
Oggi vi parlerò di dolci giapponesi.
Premetto dicendo che in Giappone, soprattutto a Tokyo, si trova di tutto, e che la loro immensa passione per l'Europa li ha portati ad aprire innumerevoli locali, pasticcerie e sale da te ricche di pietanze e dolci occidentali.
Naturalmente io e Marco ci siamo tenuti il più possibile lontani da questo tipo di cucina, volendo gustare le specialità del posto.
Il nostro primo esperimento è stato in un localino a Tokyo dove servono solo spuntini in mini piattini di cibo dolce e salato.
Il nostro piattino preferito era questo:

Per soli 1000 yen (cira 8 euri) ci servivano tre diversi piattini di dolci e una tazza di tè verde, talmente buono che non posso neanche spiegare.
Vado a descrivere.
Il piattino a sinistra, quello azzurro, contiene i
Dorayaki, delle pagnottelle dolci, tipo pancakes ma più compatte, ripiene di una crema di fagioli azuki che chiamano anko.
Ora, dovete sapere che tutti i dolci tipici giapponesi sono farciti con l'anko, non si scappa proprio, non aspettate di trovare altro.
Queste pagnottelle sono servite con un ciuffetto di panna montata. Molto buoni.
Il piattino in alto a destra invece contiene i Dango, delle palline di riso glutinose, gommose e prive di qualsiasi sapore, che spesso troveremo nelle pasticcerie giapponesi e di cui parleremo anche più avanti. Naturalmente nel centro del piattino c'è l'anko.
L'ultimo piattino, quello in basso al centro, contiene un altro tipo di dango cosparsi di una polverina indecifrabile, probabilmente semi di sesamo tritati o soia. Piuttosto insapore ma non sgradevole.
Ci siamo fermati un paio di volte in questo grazioso locale la sera prima di rientrare in albergo, era un piccolo rito veramente piacevole, anche perchè l'atmosfera era rilassante ei camerieri simpatici e disponibili, come ovunque in Giappone del resto.
La vera sfida però è stata provare una vera e propria pasticceria giapponese a Kyoto.
Volevamo assolutamente provare i dango e i mitarashi-dango, le palline glutinose sottoforma di spiedino:

Bè che dire...definire buoni questi dolci è un azzardo. Più che altro sono lontani anni luce dalla nostra concezione di dolce.
Vado a descrivere.
La mia ordinazione è quell'inquietante piattino colmo di roba gelatinosa in primo piano. Al centro gli immancabili azuki. Sotto il tutto c'erano cubetti di acqua o dio-sa-solo-cosa sottofrma di gelatina, comunque una sostanza senza sapore alcuno.
Attorno all'anko le palline bianche sono le solite al glutine di riso, quella verde è al tè.
I quadratini marroni e verdi infine, sono gelatina di azuki e tè verde.
Il tutto va irrorato con una salsetta di soia che a mio avviso sa molto di liquirizia.
In realtà non è che queste cose non siano buone, è che stomacano dopo solo tre cucchiai, il che è alquanto curioso visto che è tutto abbastanza insapore.
L'altro piattino invece contiene dei mitarashi-dango quadrati e leggermente abbrustoliti sulla piastra, accompagnati da una salsetta caramellosa fatta credo con lo zucchero di canna.
Inutili ma divertenti.
Vi lascio infine con un dolcetto che abbiamo comprato in pasticceria a Kyoto e che ci siamo pappati al parco, il mitarashi-dango tricolore, credo al riso, al tè verde e ai fiori di ciliegio, che mille volte abbiamo visto nei cartoni animati.
Per quanto riguarda il gusto siamo sempre lì, privi di sapore eppure stomachevoli, ma erano talmente belli che non siamo riusciti a non comprarli, anche se dopo due morsi sono finiti nel cestino:

Bè con questo è tutto per ora.
Alle prossima puntata con: il mochi, l'incredibile palletta di glutine di riso ripena di gelato.
Ciaooo